Tagli ai fondi Pnrr - Grazie a Giorgia Meloni e a Fratelli d’Italia meno risorse per i servizi

Follonica: "106.000 mila euro di tagli all’anno; ecco il regalo che il governo di Giorgia Meloni farà al comune di Follonica, subito dopo le elezioni. Sì, perché la firma sul decreto arriverà, per furbizia elettorale, subito dopo le elezioni, ma è già chiaro il disegno: la Toscana subirà tagli per quasi 80 milioni di euro, con una riduzione annua di circa 15,8 milioni di euro e a Follonica arriveranno più di 100.000€ in meno all’anno. Con quale criterio? Come la destra ci ha abituati il criterio è: meno soldi ai più virtuosi, quindi meno soldi a chi ha saputo intercettare, come Follonica, più risorse Pnrr.

«Questo è il "regalo" elettorale che Giorgia Meloni e il suo ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, hanno previsto per la nostra Regione», ha dichiarato Emiliano Fossi, segretario regionale del Pd, denunciando la natura punitiva e insensata dei criteri adottati per i tagli. I tagli stimati per Follonica sono di circa 106.000 euro l’anno e le conseguenze saranno devastanti per i cittadini e le imprese del Comune che sarà costretto a scegliere se ridurre i servizi sociali essenziali o ad aumentare le tasse per far fronte alle necessità di bilancio".

“Questi tagli colpiscono in maniera sproporzionata i Comuni più efficienti - dichiara Mirjam Giorgieri, segretaria del Pd di Follonica - quelli che hanno realizzato importanti investimenti pubblici. I tagli incidono sulla spesa corrente e penalizzano paradossalmente chi è stato più bravo. Le opere realizzate con i fondi del Pnrr, come gli asili nido, o il polo 0-6 che stiamo costruendo al Parco Centrale, rischiano di diventare inutilizzabili per la mancanza di risorse necessarie a coprire i costi del personale e della manutenzione, o di costringere i comuni ad aumentare le tasse ai cittadini.

Invitiamo il governo a ripensarci prima che sia troppo tardi – conclude Giorgieri – e invitiamo gli esponenti della destra locale, Buoncristiani in testa, a prendere le distanze e ad attivarsi nei confronti del governo. Sarebbe una beffa per i cittadini, se dopo aver realizzato le opere pubbliche attese per anni i Comuni fossero costretti ad abbandonarle perché messi nell'impossibilità di gestirle».