Lunedì di Pasqua 1943 “….Tutti alle carrozzine, a Portavecchia"

Sono trascorsi 81 anni anni da quel 26 aprile 1943, lunedì di Pasqua, che ha segnato con il sangue la storia di questa città. Pubblicazioni, libri, articoli di stampa. Eppure ancora incertezze e lati oscuri. Il tempo si è portato via la maggior parte dei testimoni oculari di quella giornata ed altri ancora in vita allora erano troppo piccoli per ricordare. La fiaccola accesa dei nostri morti è lì, nella cripta della Basilica del Sacro Cuore.

Insieme a Monsignor Galeazzi, il Vescovo della misericordia grossetana, che senza indugi denunciò al mondo quella barbarie. Lo fece senza timore, suscitando le vibranti proteste degli Alleati che arrivarono persino a chiedere al Papa l’adozione di provvedimenti punitivi nei suoi confronti.

Galeazzi, inviso a molti per le sue vere o presunte simpatie filofasciste, pubblicò sulla stampa una lettera piena di sdegno verso gli autori di quell'incursione aerea che si era trasformata in un ingiustificato eccidio della popolazione civile. Il pontefice Pio XII lo convocò in Vaticano, ascoltò il suo sfogo accorato e, nell'accomiatarsi da lui, gli donò del danaro da spendere per aiutare le famiglie grossetane colpite da quella tragedia. Centotrentaquattro furono le vittime e tra esse tanti, troppi, bambini.

Provate solo per un momento a pensare cosa significhi veder spengere la propria vita mentre si sta ridendo per la gioia sopra un cavalluccio a dondolo. E provate anche a pensare a quei babbi e quelle mamme che assisterono smarriti e impotenti alla morte dei propri piccoli. Spostate poi il vostro sguardo al Corso Carducci e provate ad immaginarlo percorso dal sangue di decine e decine di morti e feriti, vittime inconsapevoli che non ebbero neppure il tempo di rendersi conto di cosa stava loro accadendo.

Ho pensato di ricordarli ripubblicando lo stralcio di una mia poesia molto più ampia dedicata a Grosseto, nella quale personaggi della nostra storia recente sono immaginati seduti ad una tavola imbandita che parte da piazza della Vasca fino a Portavecchia. La poesia è contenuta nel mio libro di ricordi grossetani in rima “Grosseto d’accanto”. Chi desidera semplicemente ascoltarla, nella magistrale lettura del compianto prof. Gerardo Palermo, potrà farlo andando al link https://youtu.be/CdZ9ikMawog

“….Tutti alle carrozzine, a Portavecchia.

E’ lunedì di Pasqua, e si sonnecchia.

Solo per poco, perché quei sorrisi

di bambini felici quando occorre

durano quanto i fior se son recisi

quanto una pedin se c’è la torre.

Intorno è tutto un lago, e non è acqua.

Tra scoppi laceranti, urla e terrore

chi invoca la su’ mamma, e chi ‘l Signore.

Eccoli là, seduti ai tavolini.

Nessun di loro mangia. Stan pregando.

Pantaloncini corti e grembiulini.

Quando l’ora arrivò, stavan giocando…"

Nella foto la targa commemorativa della strage: Fonte: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Targa_bombardamento_di_Grosseto_mura_medicee.jpg