Festa della Toscana 2024: Mazzeo, unire coraggio del cambiamento e visione umana
La seduta solenne del Consiglio regionale al cinema della Compagnia. L’intervento del presidente: “Occorre essere visionari, ricordando sempre le proprie radici”
Firenze: “Cosa vuol dire essere toscani oggi”: con questa domanda il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo ha aperto, al cinema della Compagnia, la seduta solenne del Consiglio regionale della Festa della Toscana 2024, dedicata a genio e innovazione in ricordo del 30 novembre 1786, quando il granduca Pietro Leopoldo abolì in Toscana, primo stato al mondo, la pena di morte e la tortura.
Dopo i saluti e i ringraziamenti al presidente della Regione, Eugenio Giani, alle autorità civili, militari e religiose, ai colleghi consiglieri, alle studentesse e agli studenti delle scuole toscane presenti e un ringraziamento collettivo al questore Auriemma, nel suo ultimo giorno di servizio, il presidente si è soffermato sul significato della toscanità.
“Essere toscani oggi significa – ha detto Mazzeo - essere figli di una terra che ha sempre saputo guardare oltre le frontiere del possibile, una terra che non si è mai accontentata di ciò che era, ma ha avuto il coraggio di immaginare ciò che poteva diventare”, “una terra di arte di cultura” e che “sui diritti non ha niente da imparare”. Poi alcuni dati: “Solo i tre quarti dei paesi al mondo hanno abolito la pena capitale per legge o nella pratica. Nel 2023 ci sono state 1153 esecuzioni in 16 paesi, segnando un aumento del 31% rispetto alle 883 registrate nel 2022.Fin quando ci sarà anche una sola esecuzione nel mondo, noi in Toscana non ci fermeremo mai di dire che non si risponde alla violenza con altra violenza”.
In nome della “capacità di unire il coraggio del cambiamento con una visione profondamente umana, tratto distintivo della nostra terra”, Mazzeo ha ripercorso le scoperte di alcuni grandi del passato come “Galileo Galilei che, con il suo cannocchiale, rivoluzionò il nostro modo di vedere il mondo ed ebbe il coraggio di guardare oltre, sfidando i dogmi del suo tempo”; “Leonardo da Vinci, simbolo universale del genio umano,” “immaginò macchine volanti, congegni idraulici e soluzioni tecniche che sarebbero diventate realtà solo secoli dopo” e ancora, “il Rinascimento, quando la Toscana insegnò al mondo che la bellezza può essere una forma di progresso con artisti come Michelangelo e Botticelli” e “la Cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze, realizzata da Filippo Brunelleschi, esempio straordinario della capacità della Toscana di unire innovazione tecnica e visione umana”. “Questi esempi, secondo il presidente, ci tramandano due insegnamenti: “ogni grande sfida contiene in sé l’opportunità di un progresso rivoluzionario e l’innovazione non nasce mai dal conformismo, ma dal coraggio di immaginare cose inimmaginabili”.
Poi, uno sguardo al presente: “Oggi siamo chiamati ad affrontare importanti sfide globali: il cambiamento climatico, la rivoluzione digitale, la sostenibilità ambientale e non pensiamo di dare risposte usuali. La Toscana con la sua tradizione di ingegno e creatività può essere un punto di riferimento che unisce passato e futuro, scienza e umanesimo. Da qui l’idea di dedicare questa giornata al tema del Genio e dell’innovazione”. “La scelta di Pietro Leopoldo – continua - ci ha insegnato che il progresso non si misura solo in termini di efficienza o potere, ma soprattutto in termini di giustizia, dignità e rispetto per l’essere umano e oggi dobbiamo domandarci se questa tecnologia ci rende più umani, se ci aiuta a costruire un mondo più giusto, offrendoci maggiore libertà, e se la risposta è sì, allora stiamo seguendo la strada giusta, altrimenti dobbiamo cambiare direzione”.
Mazzeo cita alcuni campi in cui l’intelligenza artificiale è usata ma dove è imprescindibile anche l’intervento umano, dalla sanità “per diagnosticare malattie precocemente e personalizzare le cure, ma l’umanità dei medici e degli operatori sanitari resta centrale”; nell’educazione, dove “la digitalizzazione permette agli studenti di accedere a strumenti di apprendimento personalizzati, ma senza perdere il legame con il sapere umanistico” o all'agricoltura, dove “i sensori intelligenti migliorano la sostenibilità, ma il cuore del lavoro resta nelle mani di chi conosce e ama la terra”.
Il presidente chiude il suo intervento con un invito ai futuri governanti “chiunque governerà qui, in un mondo che cambia velocemente, dovrà avere chiaro che serve essere visionari, coraggiosi, ma ricordando sempre le proprie radici, i nostri valori e le nostre identità, coltivare il talento e valorizzare la creatività”.
Ai ragazzi e alle ragazze in sala dice che “Il futuro è una pagina bianca e tocca a voi avere la forza e il coraggio di scriverlo insieme. Servono le vostre idee, servono i vostri sogni, servono le vostre speranze. Non abbiate paura di sbagliare, di fallire, è una fase di crescita. Abbiamo alle spalle una storia che vi dà radici solide e vi lascia liberi di spiccare il volo verso orizzonti nuovi. Non è un caso che Umanesimo, Rinascimento, e la stessa lingua italiana moderna con Dante Alighieri, Petrarca e Boccaccio siano nate in Toscana. Non è un caso che la prima connessione a Internet italiana sia avvenuta a Pisa”.