"La reazione scomposta del Sindaco di Grosseto conferma la sua intolleranza verso il dissenso"

Grosseto: La stizzita e per certi aspetti allucinata reazione scomposta del Sindaco di Grosseto al nostro volantino indirizzato ai numerosi ragazzi e ragazze delle scuole cittadine che hanno convintamente partecipato sabato 22 a Maiano Lavacchio alla commemorazione degli undici giovani uccisi per mano di fascisti grossetani dimostra ancora una volta (se ce ne fosse ancora bisogno...) che egli non tollera chi lo contrasta.

Ma non con offese come ha fatto lui etichettandoci come ridicoli, faziosi, bugiardi, anacronistici, coloro che scrivono immonde fesserie, e così via.

La sua accecata rabbia (malamente celata del resto) si è scatenata forse leggendo qualche altra cosa, non certo ciò che abbiamo scritto: in quel testo abbiamo semplicemente e solamente spiegato il nostro comportamento di civile contestazione quando avrebbe parlato lui o chi per lui. Già: perchè da quando è stato contestato nel 2023 (sia a Maiano che poi a Grosseto il 25 aprile successivo) ha visto bene di sfuggire da ogni piazza, se non da quelle organizzate da e per lui.

Non è forse vero che Almirante (che lui declama orgogliosamente e lo ritiene più degno di vedersi dedicato in sua memoria un luogo pubblico rispetto a Berlinguer; tanto da averlo sì fatto, ma con estrema fatica e sacrificio personale) ha firmato a maggio 1944 il cosiddetto “bando della morte” col quale condannava a fucilazione chi si sarebbe rifiutato di arruolarsi nell'esercito della Repubblica fascista di Salò?

Non è forse vero che in quei mesi erano quelli il clima che si respirava e la smania dei gerarchi fascisti - anche locali come il sodale Alceo Ercolani - che si vedevano sfuggire il controllo del territorio e crollare il loro regime autoritario e violento?

Non è forse vero che Almirante, di cui Vivarelli si fa paladino moschettiere, è stato collaborazionista dei nazisti occupanti il nostro Paese assumendo anche ruoli di rilievo nel governo di Salò, pedissequo e convinto sostenitore delle leggi razziali e razziste, nonché strenuo assertore della filosofia fascista anche nel dopo guerra fino alla sua morte; che si è dichiarato fascista per sempre e che solo 35 anni fa si sentiva orgoglioso di affermare che “Democratico è un aggettivo che non mi convince, e non credo all'uguaglianza fra gli uomini”?

ANPI non è una associazione anacronistica e superata nei fatti, ma è una fra le più attive organizzazioni che si battono per la libertà, la democrazia, la convivenza civile, la pace, per il rispetto dei principi costituzionali nati dalla Resistenza e dalla ribellione degli Italiani che non volevano più sottostare al giogo fascista. E per fortuna che ancora esistono, per contrastare il nostalgico ritorno a quei tempi oscuri, alimentati ed incoraggiati dai governanti nazionali e locali.

I giovani che ci seguono hanno ben chiari questi concetti che Vivarelli ed i suoi consimili vorrebbero annacquare per tentare maldestramente di riscrivere la storia. E sanno benissimo cosa è stato il fascismo, perchè esistono ancora Docenti che non si omologano al regime meloniano-salviniano e parlano loro con i documenti, con i filmati, con le prove di ciò che Mussolini ed i suoi accoliti hanno significato per il popolo italiano.

Non tutti i giovani sono intrigati dai video su tik-tok, più degni di un bullo che di un Sindaco.

Inutile far finta di “piangere lacrime di coccodrillo” il 22 marzo esaltando la lavagna di Lele e Corrado, e poi ostinarsi a giustificare l'intitolazione di una via ad Almirante.

Sappiamo benissimo che non si tratta di una problema burocratico ed amministrativo, ma di un problema politico storico e democratico, ben motivato dal parere negativo della Deputazione di Storia Patria della Toscana alla folle decisione del Comune di Grosseto, che loro hanno volutamente ignorato:

“....Giorgio Almirante è stato esponente di rilievo della Repubblica Sociale Italiana (1943-1945) ...assumendo posizioni di responsabilità all'interno di un governo che fece dell'oppressione e della ferocia la cifra della sua azione politica e militare. Almirante si distinse inoltre per le sue posizioni ed i suoi scritti a difesa della razza in chiave antiebraica....L'intensa attività politica svolta da Almirante a partire dagli anni '50 come Segretario del MSI e come parlamentare della Repubblica non può far passare in secondo piano il passato, dal quale peraltro non prese mai le distanze”.

Questo non è il giudizio dell'ANPI, ma di un organismo composto da 200 studiosi storici di chiara fama. Vivarelli ed i suoi conniventi se ne facciano una ragione.

ANPI Provinciale di Grosseto