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Festival a veglia teatro del baratto 2024, stasera "La Mascula"
Manciano: L’inclusione per quanto concerne la parità di genere nel mondo dello sport e nello specifico del calcio, è il tema centrale dell'appuntamento di stasera, giovedì 8 agosto, del Festival a veglia teatro del baratto. Alle 21:30 presso la piazzetta di casa di Jacopo Milanesi al Castello, Egidia Bruno, nota attrice, regista e drammaturga, porterà al festival lo spettacolo "La Mascula", storia di Rosalba, una giovane calciatrice che vive in un piccolo paese del meridione e coltiva la propria passione sportiva nonostante i pregiudizi dei compaesani. Una storia di riscatto che va oltre gli stereotipi di genere, accompagnata dalle musiche composte per l’occasione dal maestro Enzo Jannacci.
Una prova per interprete solista, per raccontare di un pallone calciato da gambe femminili nel Meridione d'Italia. Il racconto di Egidia Bruno si è meritato il Premio Troisi, la pubblicazione da Colonnese e l'entusiasmo di Enzo Jannacci.
Rosalba, detta "la mascula", ha una passione: quella per il calcio prima che per lo struscio, della fatica in campo prima che del cucito. Rosalba è una ragazza inconsapevole della propria purezza, della propria libertà, di una libertà che per il solo fatto di esistere pare minacciare gli altri e la loro "normalità". A meno che "la mascula" non diventi famosa, di modo che un paesino tra i monti possa sentirsi meno sperduto, grazie a un derby locale vinto proprio grazie alla Mascula. Inatteso omaggio al calcio al femminile condotto fra comicità e levità poetica, arricchito pure da tre canzoni composte apposta dal Maestro Jannacci.
Un’attrice sola in scena. Una voce femminile per raccontare la storia di Rosalba detta "la mascula” a cui piace giocare a pallone. La storia di una passione, quella per il pallone, vissuta per quello che è e non per quello che gli altri vogliono che sia. La storia di un modo di essere, inconsapevole della sua purezza, e forse per questo ancora più libero. La storia di una libertà che non ha bisogno di provocare. Esiste, c’è. E questo basta a minacciare gli altri e la loro normalità. Dimenticando, tutti, che Rosalba né si sente anomala, né si interessa dei fatti degli altri. E se gli altri si sentono sperduti sono fatti loro. E solo lei potrà decidere quale sarà il suo di “fatto”.