Beko, Giani: “Spero che inizi da oggi una vera trattativa, senza parlare più di chiusura”

Firenze: “Con la riunione di oggi (ieri NDR) si apre, lo spero, una nuova fase della vertenza Beko. La disponibilità dell’azienda a iniziare un confronto su un nuovo piano industriale, senza aprire la procedura di chiusura o di licenziamento, permette di iniziare finalmente un vero confronto. Ora occorre che l’azienda cominci a dare concretezza alla disponibilità annunciata in questo incontro; da parte nostra auspichiamo anche che la scelta dell'azienda di disimpegnarsi, in prospettiva, su Siena, possa essere modificata al tavolo della trattativa”.

Sono parole del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani a commento dell’incontro convocato ieri a Roma dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e cui ha partecipato direttamente il consigliere del presidente per le crisi aziendali Valerio Fabiani.

“Come Regione – ha evidenziato Giani – siamo pronti a fare la nostra parte e in questo senso accogliamo positivamente l’impegno del ministro a supportare gli investimenti e a porre il tema dell’acquisizione dell'immobile di Siena, garantendone la destinazione industriale. Dobbiamo fare tutto il possibile perché questa azienda possa essere rilanciata e per salvaguardare il lavoro ai 300 dipendenti dello stabilimento senese”.

“Nel corso dell’incontro di oggi, proprio per sottolineare l’impegno a guardare avanti – ha spiegato Valerio Fabiani – abbiamo confermato la disponibilità ad accompagnare questo percorso attraverso il piano straordinario per la formazione dei dipendenti che la Regione ha messo in campo, d’intesa con i sindacati, e che può arrivare fino a tremila euro a lavoratore o lavoratrice coinvolti”. “Inoltre – ha aggiunto - ci siamo messi al lavoro sul tema dell’immobile anche interagendo con la proprietà, consapevoli che è uno dei problemi del nostro sito”.

“A questo punto – ha concluso Fabiani - occorre che l’azienda faccia la sua parte e che nel nuovo piano industriale non si parli più di dismissioni ma di una nuova prospettiva industriale e occupazionale”.