Dal varo nel 1931 al mito internazionale: la storia della “nave più bella del mondo” simbolo della Marina Militare Italiana.
Grosseto: Oggi parliamo di una leggenda del mare. Il 22 febbraio 1931, esattamente 95 anni fa, dal Regio Cantiere di Castellammare di Stabia scivolava in acqua il veliero destinato a diventare un’icona senza tempo: la Nave Scuola Amerigo Vespucci.
Da allora ha solcato i mari di tutto il mondo, attraversando oceani e generazioni. A bordo, migliaia di allievi ufficiali della Marina Militare hanno vissuto la loro prima vera esperienza di navigazione, imparando disciplina, sacrificio e spirito di squadra. Non è solo una nave: è una scuola di vita.
Sullo scafo campeggia una frase che è diventata un principio guida per chi indossa l’uniforme: “Non chi comincia ma quel che persevera”. Un motto che racconta l’essenza stessa del Vespucci: costanza, dedizione, eccellenza.
Al rientro dalla sua prima Campagna d’Istruzione, il 15 ottobre 1931, la nave ricevette a Genova la Bandiera di Combattimento, offerta dal Gruppo locale dell’UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia), suggellando il suo ruolo simbolico e operativo nella storia navale italiana.
Indimenticabile l’episodio del 1962 nel Mar Mediterraneo. La portaerei americana USS Independence, avvistando il veliero italiano, chiese via radio di identificarsi. La risposta fu semplice: “Nave Scuola Amerigo Vespucci – Marina Militare Italiana”.
Dall’altra parte giunse una frase destinata a entrare nella leggenda: “The most beautiful ship in the world”, la nave più bella del mondo.
A quasi un secolo dal varo, l’Amerigo Vespucci continua a rappresentare l’Italia nei porti internazionali, ambasciatrice di tradizione, professionalità e orgoglio nazionale. Un capolavoro galleggiante che unisce storia e futuro, e che ancora oggi incanta chiunque la veda comparire all’orizzonte.
