Sendy Giamattei: “Il bullismo lascia segni profondi, ma raccontare può salvare”

L’attrice e regista grossetana trasforma la sua esperienza personale in impegno artistico e sociale: “Il silenzio ferisce più delle parole”

Grosseto: Cinema come strumento di denuncia, ma anche come possibilità di rinascita. In occasione della Giornata contro il bullismo e il cyberbullismo abbiamo incontrato Sendy Giamattei (foto cover a dx insieme a Simonetta Baccetti), attrice, sceneggiatrice e regista grossetana, che ha scelto di trasformare un’esperienza personale dolorosa in un messaggio artistico di grande forza.

Sendy, da dove nasce la tua scelta di affrontare il tema del bullismo attraverso il cinema?

«Parlo come artista, come donna e come ex vittima di bullismo. Sono stata vittima di bullismo verbale e fisico durante le scuole medie e superiori. Sono riuscita a superarlo grazie alla mia forza, ma soprattutto grazie al sostegno dei miei genitori. Ho avuto la fortuna di potermi sempre aprire con loro e raccontare ciò che stava accadendo, senza sentirmi giudicata o sminuita».

Quanto ha influito questa esperienza nel tuo percorso artistico?

«Credo che il mio lavoro sia nato da un’urgenza già da bambina. Avevo bisogno di evadere, di non pensare a ciò che stavo vivendo, e così creavo personaggi e storie nella mia testa. Quella che allora era una forma di salvezza è diventata oggi il mio mestiere. Venivo derisa perché “diversa”, ma quella diversità era semplicemente il mio essere sensibile, studiosa e determinata».

Il tuo primo cortometraggio sul bullismo, “Hai qualcosa da raccontare?”, ha avuto un forte riscontro nei festival. Che messaggio volevi lanciare?

«Il bullismo lascia ferite che restano aperte. Avevo undici anni quando tutto è iniziato, oggi ne ho ventisei e ci sono ancora sere in cui i ricordi tornano, come incubi improvvisi. Con il tempo si impara a lasciare spazio anche ai ricordi belli e alle soddisfazioni, ma il segno rimane. Raccontarlo serve a dare voce a chi non riesce a parlare».

Cosa diresti oggi a chi sta vivendo una situazione di bullismo o cyberbullismo?

«Direi una cosa semplice ma fondamentale: parlate. Parlate con i genitori, con la famiglia, con gli insegnanti, con le associazioni che si occupano di questi temi. Il dolore delle vittime è spesso così forte da portarle a chiudersi in se stesse, mentre i bulli e il branco intorno restano in silenzio».

Guardando al futuro, che speranza accompagna il tuo impegno artistico?

«Mi auguro che questa realtà possa cambiare, passo dopo passo, e che nessuna famiglia debba più perdere un figlio, un nipote, un amico o una persona cara a causa della cattiveria gratuita degli altri».

Attrice, sceneggiatrice, regista e direttrice artistica del “TU PUOI – Festival del cinema dei giovani under 35”, Sendy Giamattei continua a utilizzare il cinema come strumento di consapevolezza e dialogo. Un impegno che parla soprattutto ai più giovani, ricordando che il coraggio di raccontare può fare la differenza.