Grosseto: Proprio nel giorno della ricorrenza della sua morte, voglio dedicare questo articolo a Ugo Foscolo, nato a Zacinto il 06 febbraio 1778 e morto a Londra il 10 settembre 1827. Lo possiamo definire uno dei principali letterati del neoclassicismo e del preromanticismo: poeta, scrittore, drammaturgo, critico letterario italiano, è tra i principali esponenti letterari italiani del periodo.
Il suo vero nome è Niccolò come il nonno paterno, ma fu lui stesso a soprannominarsi Ugo sin dalla gioventù. Nasce a Zante, allora territorio della Repubblica di Venezia, numerosi furono gli spostamenti, viaggi, fughe, tanto da farlo sentire un esule per tutta la vita. Militò nelle forze armate degli Stati napoleonici, fu un oppositore degli austriaci. Il Foscolo letterato ha ispirato molti scrittori e poeti, come, Giacomo Leopardi, Alessandro Manzoni, Giosuè Carducci.
Consapevole che un articolo non può bastare per poter ricordare un così grande personaggio della letteratura Italiana, i cui temi cari trattati sono stati, l’amore per la patria, la bellezza, l’amore, la riflessione sulla morte, la poesia, voglio concludere omaggiandolo con il riportare uno dei suoi sonetti più famosi:
All’Italia
Te nudrice alle muse, ospite e Dea
le barbariche genti che ti han doma
nomavan tutte; e questo a noi pur fea
lieve la varia, antiqua, infame soma.
Ché se i tuoi vizi, e gli anni, e sorte rea
ti han morto il senno ed il valor di Roma,
in te viveva il gran dir che avvolgea
regali allori alla servil tua chioma.
Or ardi, Italia, al tuo Genio ancor queste
reliquie estreme di cotanto impero;
anzi il Toscano tuo parlar celeste
ognor più stempra nel sermon straniero,
onde, più che di tua divisa veste,
sia il vincitor di tua barbarie altero.