"Oggi parliamo di…": la verità è (S)comoda in un mondo (S)corretto

Grosseto: Proprio così due semplici S per fare la differenza. Quello di oggi vuole essere un articolo che ci porta a riflettere sul vero valore della verità. Non è la prima volta che tratto questo argomento, ma oggi, nel mondo in cui viviamo, nella vita di tutti i giorni, la verità sembra sormontata, da stereotipi comportamentali, di pensiero nuovi e passati, che servono all’occasione a fermare la verità. Un conto è non dire la verità per non provocare un dolore a qualcuno, un conto è non dire la verità per propri interessi personali, economici, politici ecc. Ecco la differenza sta proprio in questo. Di questo meccanismo in taluni casi siamo vittime o protagonisti, dipende dalle situazioni e dai contesti.


Marcello Veneziani in un suo articolo: “Abbiamo bisogno di verità”, riporta in maniera chiara: “La verità attiene alla conoscenza e non alla potenza, è una ricerca e non un monopolio, è un fine e non è un mezzo, e dunque non può essere usata per colpire, ma per sapere. Oggi, dicevamo, viviamo tra pensiero debole e poteri forti: la verità è il suo contrario, un pensiero forte in un corpo fragile”.

La verità, bellissima, attraente, intelligente, spesso si indigna davanti a una società oramai spenta, dove ogni minima fiammella di verità viene spenta da un circo mediatico, creato su misura che porta nella mente di coloro che ascoltano senza ragionare a far si che la verità si tramuti in dubbio e poi in non verità. In tutto questo spesso ci troviamo davanti ad un pressappochismo che regna sovrano, il nulla che ci parla di verità, la sua verità.

Non ce ne rendiamo conto, ma quello che ci manca di più nella vita quotidiana è proprio la verità, pensateci bene, se non proviamo a dare il giusto valore alla verità, circondata da forti e importanti valori, finirà che vince la “non” verità del più forte. Il futuro è nelle nostre menti ...

Concludo questo mio breve pensiero, lasciando a voi ogni riflessione, con una frase di Arthur Schopenhauer: “Ogni verità passa attraverso tre fasi: prima viene ridicolizzata; poi è violentemente contestata; infine viene accettata come ovvia”.