Grosseto: Magia, mistero? Ma no, la parola abracadabra deriva dall’aramaico Avrah KaDabra, “io creo quello che dico”, semplicemente “le parole creano la realtà”. Per questo la parola “abracadabra” è stata legata alle fiabe, come se, pensiero, parole, desideri, fossero un tutt’uno, trasformandosi in realtà.
Utilizzata oggi come incantesimo dai maghi, illusionisti nei loro spettacoli, abracadabra, proviene dal mondo antico, utilizzata in contesti di rispetto. Una riflessione, nasce: se le parole sono così importanti, dobbiamo promuovere lo studio della grammatica e la lettura, in quanto qui risiede il terreno fertile per coltivare il pensiero critico.
Gli esperti ci dicono che circa cinquanta anni fa in generale, uno studente conosceva circa 1600 parole, oggi non ne conosce più di 600. Tanti sono gli esempi da riportare, per far capire come pensiero e parole siano un connubio importante; il linguaggio forbito che ti convince, così come l’importanza di una comunicazione efficace. Ricordiamoci che senza pensieri uniti alla conoscenza delle parole, non esistono pensieri critici;se non trovi le parole per spiegare un tuo punto di vista, sei facile preda dei più scaltri. Stiamo vivendo nell’era della semplificazione linguistica, dove tutto deve essere facilmente comprensibile e questo modus operandi va fermato, perché i nostri ragazzi, hanno necessità di conoscere più parole possibile, per sviluppare un pensiero critico e dare voce ad approvazioni o dissenso.
Il breve articolo di oggi, tra curiosità e riflessioni, verte attorno alla parola “abracadabra”, su cui vi sono differenti origini, e interpretazioni molto interessanti, che lascio a voi scoprire. Ho voluto solamente accendere i riflettori su questa parola e ricordare che “le parole creano la realtà”, buon abracadabra a tutti.