Fondazione ITS-EAT Academy: 60 studenti in visita per scoprire le opportunità lavorative nel settore agroalimentare

Paola Parmeggiani: «successo dell’open day esperienziale con gli studenti calati nella realtà dei laboratori didattici dei percorsi formativi»

Grosseto: È stato un open day di tipo esperienziale quello tenutosi ieri mattina presso la sede della Fondazione Its Eat Academy della Cittadella dello Studente, dove si tengono le lezioni del percorso formativo grossetano ‘Food Marketing & Export Management’.

Un approccio basato sulla full immersion in quattro laboratori molto apprezzato dai 60 studenti delle quinte classi dell'istituto Leopoldo II di Lorena; tre classi dell’Istituto Tecnico agrario e una del Professionale agrario. Nel corso delle due sessioni di illustrazione dei percorsi, infatti le, ragazze e ragazzi hanno potuto calarsi nella realtà dei laboratori di marketing, degustazione di vino, utilizzo dei droni e coltivazione all'interno di una serra a circuito chiuso. «Con il tempo ci siamo resi conto che il miglior modo di far comprendere le opportunità lavorative garantite dai nostri percorsi formativi - spiega la direttrice della fondazione Its Eat Academy, Paola Parmeggiani - è quello di far toccare con mano ai i giovani il tipo di attività che vengono svolte per prepararli al mondo del lavoro. Indossare i visori e capire come si può utilizzare un drone per fare delle rilevazioni in campo o per effettuare un video da utilizzare per il marketing aziendale, infatti, dà l'idea concreta degli sbocchi lavorativi che garantisce il nostro Its. La formazione terziaria, d’altra parte, si sta affermando proprio perché garantisce percorsi di apprendimento che integrano lo studio con la pratica, mettendo in condizione i neodiplomati non solo di trovare velocemente un'occupazione confacente alle proprie aspirazioni, ma anche consentendogli di entrare velocemente nel ciclo produttivo delle aziende. Its Eat Academy, In questo senso, trasferisce le più recenti innovazioni tecnologiche, competenze che le aziende richiedono, ed utilizza metodologie didattiche basate su attrezzature e laboratori tecnologici molto avanzati».

Gli studenti, suddivisi in gruppi, hanno ruotato tra diverse attività tematiche.

Droni e realtà aumentata

Il laboratorio dedicato ai droni riguarda tecnologie sempre più centrali nell’agricoltura di precisione e nella comunicazione agroalimentare. Sono stati presentati due droni: uno utilizzato come strumento di supporto al marketing; l’altro dotato di camera multispettrale, in grado di raccogliere dati sullo stato di salute delle colture con un semplice sorvolo. L’esperienza è poi proseguita attraverso l’uso di visori per la realtà aumentata, con cui i ragazzi hanno imparato a coltivare microverdure in ambienti simulati, che riproducevano fedelmente le condizioni di lavoro in una camera sterile, mostrando quali procedure devono essere seguite in un laboratorio professionale».


Microbiologia, microgreens e serre idroponiche.

I ragazzi hanno esplorato sia tecniche di laboratorio sia sistemi di coltivazione avanzata. Scopre come il laboratorio di microbiologia in sede possa essere impiegato per effettuare controlli antisofisticazione sugli alimenti. Osservando microverdure capaci di crescere solo con acqua, senza fertilizzanti, e sperimentato i software che regolano l’automazione delle serre idroponiche (irrigazione, illuminazione e parametri ambientali).


Degustazione guidata

Gli studenti hanno preso parte a una degustazione guidata di un vino, imparando a riconoscere gli standard qualitativi fondamentali applicabili non solo al vino, ma anche ai prodotti rappresentativi dell’eccellenza agroalimentare toscana.


Marketing agroalimentare – “Dal campo allo scaffale”

Ogni gruppo ha poi ricevuto un prodotto agricolo e un contesto di vendita specifico. A partire da questi elementi, gli studenti hanno definito il pubblico di riferimento, il messaggio chiave e le modalità di comunicazione più efficaci. La presentazione finale dei lavori è stata un momento di confronto su come marketing, identità territoriale e narrazione contribuiscano a costruire il valore percepito di un prodotto.