Stabilità alberature Grosseto, Gabriele Parvi (presidente Albo Agrotecnici e Agrotecnici laureati): “Arotecnici sono competenti a valutare stabilità"

Grosseto: “Pure non essendo abitudine dell’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati farsi trascinare in “futili pettegolezzi”, il ripetuto e scomposto agitarsi del Dott. Luca VIERI, Presidente del similare (e concorrente, circostanza dirimente) Albo degli Agronomi e Forestali ha passato il segno e pretende risposta”, così il presidente Agr. Dott. Gabriele Parvi.

“Il Dott. VIERI, - prosegue Gabriele Parvi - in occasione di un incontro pubblico tenutosi il 17 gennaio scorso presso la Sala consiliare del Comune di Grosseto, organizzato dall’associazione locale “Grosseto Città Aperta” sulla gestione del verde urbano cittadino, si è esibito in esternazioni infondate ed offensive nei confronti dei professionisti iscritti all’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, in particolare sostenendo che questi ultimi sarebbero privi di competenze per valutare la stabilità delle alberature (metodo VTA) e che queste competenze sarebbero esclusivamente riservate agli Agronomi e Forestali”.

“Ebbene – commenta Gabriele Parvi - tali affermazioni proferite dal Dott. VIERI (che come detto riveste comunque un ruolo istituzionale) risultano infondate. Infatti le attività di verifica della condizione di stabilità delle alberature attraverso indagini fitostatiche con metodo VTA sono attività di libero esercizio, da parte di chiunque sia in possesso di documentata esperienza e formazione in materia, come lo sono gli iscritti nell’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, per i quali vengono altresì normativamente previste robuste competenze nel settore del verde. E per questo gli Agrotecnici non hanno desiderio di confondere il proprio titolo professionale con quello di altre professioni del settore agrario ove, tra l’altro, lo stesso timbro professionale riporta per esteso la dicitura dell’albo professionale di appartenenza, inequivocabilmente e senza ambiguità”.

“Per contro – spiega – l’ordinamento professionale degli Agronomi e Forestali non configura alcuna riserva di competenza in favore degli stessi (Consiglio di Stato n. 952/2017, Consiglio di Stato n. 1577/2018; TAR Veneto n. 440/2018; TAR Abruzzo n. 208/2020; TAR Veneto n. 312/2021; Consiglio di Stato n. 8088/2021), per cui le affermazioni del Dott. Luca VIERI, sulle “esclusive” degli Agronomi, sembrano piuttosto un desiderio ma certamente non sono la realtà. Tuttavia, considerato che la maggior parte della cittadinanza non conosce e non può conoscere aspetti di tale dettaglio e che le affermazioni del Dott. Luca VIERI sono oggettivamente diffamatorie e lesive della professione di Agrotecnico ed Agrotecnico laureato (e, per vero, anche di altre professioni del settore parimenti abilitati), siamo costretti a diffidarlo dal proseguire su questa strada, a pena di denuncia”.

“Quanto al resto si assicurano le Autorità pubbliche e la cittadinanza di Grosetto sul fatto che:

- le attività di valutazione della stabilità delle alberature non sono “riservate” a nessuna professione agraria, ma sono svolgibili in “concorrenza” fra le diverse categorie del settore;

- gli iscritti nell’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati hanno adeguata capacità professionale e idonee competenze per svolgere la valutazione della stabilità delle alberature (metodo VTA od altri).

Si ritiene, quindi, essenziale, ai fini di una corretta informativa nei confronti della comunità, impedire che messaggi fuorvianti e non veritieri come quelli descritti vengano recepiti pacificamente. Il Collegio degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati condivide positivamente il corretto e sensato intervento del Presidente dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati di Grosseto in tutti gli aspetti, soprattutto in merito al confronto e alla fattiva collaborazione per l’interesse pubblico. Costruire ponti e non muri è auspicabile per la collaborazione di tutte le categorie del settore e per la reciproca valorizzazione delle competenze, senza inappropriate antitesi né piramidi del potere”, conclude Gabriele Parvi.

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