Un progetto didattico di Isgrec in collaborazione con Regione Toscana, Museo della deportazione di Prato, Provincia di Grosseto. (foto realizzate per Isgrec da Luigi Zannetti)
Grosseto: Si conclude in questi giorni la prima fase del progetto didattico “Dall’Italia ad Auschwitz: Roccatederighi campo di internamento per ebrei”, realizzato dall’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea, grazie al supporto della Regione Toscana e della Provincia di Grosseto e grazie alla collaborazione con il Museo della deportazione di Prato, soggetto che fra parte come Isgrec della Rete provinciale degli Istituti storici della Resistenza in Toscana. “Con questa iniziativa abbiamo tentato nuovamente di rimettere al centro dell’attenzione la storia del campo di concentramento di Roccatederighi, frazione del Comune maremmano di Roccastrada, dove tra il 28 novembre del 1943 e il 9 giugno del 1944 furono rinchiusi un centinaio di ebrei, molti dei quali poi trasferiti al campo di Fossoli e da lì deportati verso i campi del Terzo Reich, da cui ritornarono solo in quattro” – dichiara la Direttrice dell’Isgrec Ilaria Cansella. La struttura che ospitò il campo fu la sede estiva del seminario vescovile di Grosseto, la “Villa del seminario” di proprietà della Curia e concessa in affitto dal Vescovo al fascismo repubblicano locale, guidato in quel momento dal famigerato capo della Provincia Alceo Ercolani. “Tutto il complesso, ancora di proprietà della Curia, è da tempo in stato di abbandono e non vi è traccia della memoria del campo, fatta eccezione per la lapide posta nel primi anni Duemila su sollecitazione di Isgrec insieme alla Curia e alle istituzioni del territorio (Provincia di Grosseto, Comune di Roccastrada), con la partecipazione della Comunità ebraica di Livorno” sottolinea Cansella. Manca anche qualsiasi tipo di segnaletica sia stradale, per permettere di arrivare al luogo, sia sul luogo stesso, che risulta completamente nascosto fra la vegetazione trascurata. Esistono però ricerche storiche accurate realizzate negli anni dalla storica Luciana Rocchi e materiale divulgativo prodotto da ISGREC che hanno permesso negli anni di organizzare laboratori didattici dedicati alle scuole di ogni ordine e grado incentrati sui documenti e sulle testimonianze relativi alla storia del campo.

Questo nuovo ambizioso progetto di Isgrec ha ora voluto avviare un’azione a tutto campo per la valorizzazione di quella storia, con una finalità espressamente didattica. La prima fase del progetto, che si conclude in questi giorni, si è dunque incentrata sul coinvolgimento di circa 80 studenti della Provincia, formati sulla vicenda della deportazione e del genocidio ebraico grazie ad incontri oline con Elena Vellati (responsabile didattica di Isgrec), Luca Bravi (direttore del Museo della Deportazione di Prato) e Micaela Frulli (docente di Diritto internazionale dell’Università di Firenze). A dicembre 2025, per il gruppo di studenti e studentesse (e per i docenti accompagnatori) sono state organizzate le visite guidate all’ex campo di concentramento di Roccatederighi: 2 pullman da 50 posti, le cui spese sono state coperte da un finanziamento della Provincia di Grosseto, hanno accompagnato gli studenti e le studentesse delle scuole grossetane (Polo Aldi, Liceo Rosmini, Polo Bianciardi, Fossombroni, Leopoldo di Lorena, ITI Manetti-Porciatti) alla struttura del Centro civico di Roccatederighi, dove la Pro Loco locale ha riallestito per l’occasione la mostra di Isgrec dedicata alle persecuzioni antiebraiche nella Provincia di Grosseto (donata alla comunità di Roccastrada da Isgrec alcuni anni fa). Ad accogliere gli studenti sono stati Marcella Fiorenti, Assessora alla scuola del Comune di Roccastrada, e Roberto Nizzi (Associazione di Pitigliano La Piccola Gerusalemme) portatore di una testimonianza familiare legata alle vicende del campo; un piccolo saluto è stato portato da Giulio Balocchi, Presidente Anpi di Roccastrada, e Gilberto Galloni, Presidente Pro Loco di Roccatederighi. A seguire gli studenti si sono spostati presso l’ex seminario vescovile che fu sede del campo; qui dopo l’introduzione storica a cura di Ilaria Cansella (Isgrec), si sono susseguite le riflessioni di Giovanni Gentili, Sindaco di Pitigliano (Comune sede della maggiore comunità ebraica grossetana, da cui erano provenienti moltissimi degli ebrei internati), e di rappresentanti grossetano del Parlamento toscano degli studenti e della Consulta provinciale.

Obiettivo principale è stato quello far comprendere a studenti e studentesse il legame diretto esistente fra il campo di internamento per ebrei di Roccatederighi e la complessa rete dei luoghi di deportazione toscani e più in generale italiani; un obiettivo messo in campo grazie all’opportunità di collegare la tappa al luogo di memoria locale con la visita al Memoriale delle deportazioni a Firenze, curata dal Museo della deportazione di Prato. Qui, grazie ai pullman messi a disposizione dalla Regione Toscana, gli studenti si sono potuti recare negli ultimi giorni per visitare l’allestimento museale fiorentino dedicato a custodire il Memoriale allestito all’interno del Block 21 del campo di Auschwitz I, una straordinaria opera d’arte frutto dell’incrocio e della cooperazione di figure che furono di spicco nella cultura italiana ed europea (il progetto architettonico dello studio BBPR, la tela composta da 23 strisce dipinte da Pupino Samonà, la traccia di un testo scritto da Primo Levi, la musica di Luigi Nono sono alcuni degli elementi di quello che fu negli anni Ottanta un innovativo tentativo di installazione multimediale).

Per gli studenti e le studentesse grossetane, infine, il 28 gennaio 2026 è programmato l’evento conclusivo del percorso didattico. Una mattinata che, dopo i saluti istituzionali, sarà dedicata a una lezione a cura di Simone Duranti (Università della Tuscia) sul tema dell’antisemitismo e dei razzismi e un incontro con Silvia Bencini (Dipartimento Forlilpsi, Università di Firenze) che dialogherà con Ilaria Cansella (Isgrec) sul tema dei luoghi della memoria; a seguire è prevista la condivisione peer to peer ad altri studenti da parte del gruppo che ha partecipato alla formazione diretta.
