Larderello e la “Toscana dal cuore caldo”: il turismo geotermico conquista visitatori da tutto il mondo

Larderello: Dove il paesaggio sembra uscito da un romanzo fantastico, tra vapori che si alzano dalla terra e colline fumanti, nasce un nuovo modo di viaggiare: il turismo geotermico. È qui, nella zona di Larderello e delle cosiddette “valle del diavolo”, che la Toscana offre un’esperienza unica, fatta di natura, scienza, energia e cultura.

Un tempo nota solo agli addetti ai lavori per la sua importanza industriale, oggi l’area geotermica toscana sta diventando una meta alternativa ma affascinante, capace di attrarre oltre 60.000 visitatori l’anno grazie a un’offerta turistica integrata e sostenibile.

Un viaggio tra scienza e paesaggio

La geotermia in Toscana ha radici profonde: proprio a Larderello, nel 1904, venne prodotta per la prima volta al mondo elettricità utilizzando il calore della Terra. Oggi questa storia si racconta attraverso il Museo della Geotermia di Enel Green Power, polo divulgativo e interattivo che affascina adulti e bambini con installazioni, video e modelli in scala degli impianti.

A pochi chilometri, nel territorio di Monterotondo Marittimo, si trova il MuBia, il Museo delle Biancane, inserito in uno dei paesaggi naturali più suggestivi d’Italia: un’area geotermica attiva dove il terreno “respira”, tra vapori, acque sulfuree, crateri e formazioni rocciose modellate dal tempo.

Natura, trekking ed enogastronomia

L’offerta si amplia con percorsi di trekking e cicloturismo tra le colline boracifere, itinerari enogastronomici legati alla Comunità del Cibo ad Energie Rinnovabili, visite agli impianti geotermici e eventi culturali che fondono scienza e arte.

I territori coinvolti, tra le province di Pisa, Siena e Grosseto, si sono attivati per creare un vero e proprio distretto del turismo geotermico, con iniziative di valorizzazione del paesaggio, promozione dei prodotti locali e ospitalità diffusa.

Una menzione speciale va alla cosiddetta “valle del diavolo”, zona che ispirò Dante Alighieri per la stesura dell’Inferno della Divina Commedia. Un luogo dove la potenza della natura si manifesta in tutta la sua spettacolarità, tra colonne di vapore e terreni di zolfo che sembrano usciti da un sogno dantesco.

Un’opportunità per le aree interne

Il turismo geotermico rappresenta anche una leva di sviluppo per le aree interne della Toscana, spesso escluse dai grandi circuiti turistici. Qui, invece, si punta su un modello di fruizione lenta, consapevole e sostenibile, in cui i visitatori non si limitano a osservare, ma vivono un territorio autentico, ne ascoltano la storia, incontrano le comunità locali e partecipano ad attività esperienziali.

L’obiettivo, condiviso da istituzioni, aziende e associazioni del territorio, è quello di trasformare l’energia della Terra in una nuova forma di economia circolare, dove il calore geotermico non solo produce elettricità e riscaldamento, ma genera anche cultura, occupazione e attrattività turistica.

Verso un turismo del futuro

Il successo crescente del turismo geotermico toscano dimostra che oggi il viaggiatore cerca sempre più esperienze autentiche, legate alla sostenibilità e alla conoscenza del territorio. Larderello e le aree limitrofe rispondono a questa domanda offrendo un modello replicabile, in cui ambiente, innovazione e tradizione si incontrano.

In un momento storico in cui si ripensa il modo di viaggiare, la “Toscana dal cuore caldo” si propone come una destinazione diversa, originale e profondamente attuale.

La geotermia toscana

In Toscana Enel Green Power gestisce il più antico e allo stesso tempo innovativo complesso geotermico del mondo, che conta 34 centrali, per un totale di 37 gruppi di produzione, dislocate tra le province di Pisa, Siena e Grosseto. La geotermia, con i suoi 916 MW di potenza installata ed una produzione annua di quasi 6 miliardi di KWh, oltre a soddisfare il 34% del fabbisogno elettrico regionale e a rappresentare il 70% della produzione toscana da fonte rinnovabile, fornisce calore utile a riscaldare circa 13mila utenti, 26 ettari di serre, aziende agricole ed artigianali, alimentando anche un’importante filiera del turismo sostenibile con 60mila visite annue tra poli museali, impianti e manifestazioni naturali nelle aree geotermiche. Numeri che consolidano le ricadute locali e aprono orizzonti di sviluppo sostenibile per le terre dal cuore caldo di Toscana.