Monterotondo Marittimo: Nel panorama delle energie rinnovabili, la geotermia toscana rappresenta un esempio virtuoso e tecnologicamente avanzato. Con 34 impianti operativi, 916 MW di potenza installata e circa 6 miliardi di KWh prodotti ogni anno, il distretto geotermico della Toscana non solo soddisfa oltre il 33% del fabbisogno elettrico regionale, ma costituisce il 70% dell’energia rinnovabile prodotta sul territorio, fornendo calore utile a riscaldare quasi 10mila utenti residenziali in 9 Comuni geotermici. L’ultimo inaugurato è stato Piancastagnio, poi sono già dotati di TLR Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina, Monteverdi Marittimo, Monterotondo Marittimo, Montieri, Chiusdino, Radicondoli, Santa Fiora e altri impianti sono in fase di progettazione e realizzazione come ad Arcidosso.
A guidare questa rivoluzione energetica è Enel Green Power, che con le sue centrali in provincia di Pisa, Siena e Grosseto ha creato un modello industriale sostenibile, capace di coniugare efficienza, occupazione e rispetto ambientale. Oltre 700 dipendenti diretti nonché un indotto che coinvolge 80 imprese nei Comuni geotermici delle tre province di Pisa, Siena e Grosseto, circa 150 ditte in tutta la regione per un totale di 1.500 addetti nelle aree geotermiche e oltre 4mila nel perimetro toscano che testimoniano come la geotermia sia un motore economico concreto per le aree interne della regione.
Ma l’innovazione non si ferma all’energia elettrica. Il calore geotermico viene utilizzato per riscaldare case, serre e imprese artigianali in ben 9 Comuni, alimentando anche la filiera agroalimentare locale. Grazie al calore geotermico, le produzioni agricole locali si sono riunite nella Comunità del Cibo ad energie rinnovabili, fondata da Co.Svi.G. (Consorzio Sviluppo Aree Geotermiche), Slow Food Toscana e Fondazione Slow Food per la biodiversità, dando vita ad una realtà più unica che rara per qualità dei prodotti e sostenibilità dei processi. Nascono così prodotti unici come la “Birra geotermica” di Sasso Pisano, esempio tangibile di un’economia circolare e sostenibile.
Di grande rilievo è anche l’accordo tra Enel Green Power e Nippon Gases Operations per il riutilizzo della CO2 naturale estratta dai fluidi geotermici delle centrali di Piancastagnaio, in provincia di Siena: una tecnologia innovativa che permetterà di soddisfare circa il 30% del fabbisogno nazionale di anidride carbonica “green”, impiegata nei settori alimentare e farmaceutico.
La Toscana dimostra così che è possibile coniugare tecnologia, territorio e sostenibilità in un ecosistema virtuoso che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici. E la geotermia, con i suoi impatti positivi a 360°, è destinata a diventare una colonna portante nella transizione energetica italiana ed europea.