Il calore geotermico, dalle manifestazioni naturali ai teleriscaldamenti: risorsa per lo sviluppo sostenibile della Toscana e d’Italia

Monterotondo Marittimo: Nelle aree geotermiche assistiamo a delle emanazioni caldissime che escono dal terreno e si disperdono in aria, dando vita a paesaggi unici dall’aspetto a tratti lunare: esse sono composte soprattutto da vapore d’acqua e piccole quantità di gas come l’idrogeno solforato, da cui il caratteristico odore di zolfo tipico delle aree termali e di manifestazioni naturali geotermiche. Il gas, abbinato al calore, agisce sulle rocce che caratterizzano quest’area e lentamente ne cambia la struttura e il colore. In alcuni luoghi, come il Parco delle Biancane, nel territorio comunale di Monterotondo Marittimo, i diaspri, che ai bordi delle manifestazioni possiamo ancora vedere nel loro colore originale, cioè rossiccio, col tempo si scolorano fino a diventare bianchi, mentre il calcare, già abbastanza chiaro, cambia la sua struttura in gesso (da qui il nome Biancane).

Il Parco delle Fumarole a Sasso Pisano, nel Comune di Castelnuovo Val di Cecina, invece, si caratterizza per la presenza di vapore acqueo: all’interno dell’area recintata e aperta al pubblico solo con prenotazione, per la presenza di fenomeni di ebollizione delle acque (intorno ai 100°), si trovano quindi emissioni costituite proprio da questo vapore acqueo, anidride carbonica e idrogeno solforato che fuoriescono naturalmente dal terreno formando pozze e laghetti, geyser, putizze e lagoncini, che a contatto con l’atmosfera si raffreddano condensandosi in fumi di vapore.

Accedere al Parco delle Fumarole, ai piedi dell’antico borgo medievale di Sasso Pisano, significa fare proprio un’esperienza in uno scenario quasi surreale, immersi nei richiami di una geotermia primordiale che a suo tempo aveva dato il nome “Valle del Diavolo” a questo territorio non ancora civilizzato che – leggenda vuole – ispirò Dante Alighieri per la stesura dell’Inferno della Divina Commedia. Qui ancora oggi le rocce dai colori insoliti, per le temperature molto alte e la presenza di minerali in continua formazione, accolgono il visitatore in un paesaggio più unico che raro, singolarmente selvaggio, con una vegetazione più rada e particolare perché la temperatura del suolo non consente alle specie arboree di svilupparsi come negli altri luoghi della Toscana. Sparse qua e là ci si imbatte nelle suddette manifestazioni geotermiche, adeguatamente delimitate, che consentono di ammirare da vicino i fanghi termali e i vapori endogeni che raccontano una geotermia naturale e dal fascino ancestrale. Un sentiero attrezzato consente di osservare, con un percorso guidato a distanza di sicurezza, queste curiose anomalie geologiche, avvolti nel tipico odore di zolfo delle aree termali, che invece sparisce nelle aree limitrofe alle centrali geotermiche, dotate di AMIS (impianti di abbattimento mercurio e idrogeno solforato, brevettati da Enel Green Power e installati su tutti i 34 siti geotermici in Toscana).

In generale questa parte della Toscana meridionale, cosiddetta geotermica, è interessata da diffuso magmatismo intrusivo, cioè corpi magmatici che recentemente sono risaliti nella parte superiore della crosta terrestre riscaldandola. Nelle aree geotermiche questa distanza si è ridotta davvero a pochi chilometri. Questi magmi caldissimi sono il cuore vivo del sistema geotermico che abbiamo sotto i piedi. Possiamo immaginare una pentola piena sul fuoco. Sopra il magma, che è il fuoco, ci sono delle rocce calde, cioè la pentola, che ospitano il fluido geotermico. Se sul coperchio della pentola mettiamo una valvola o la “buchiamo” ecco che il vapore fuoriesce. Nelle zone di manifestazioni naturali si osserva non solo il vapore che esce ma direttamente la pentola, cioè le rocce del serbatoio, che in altre parti del campo geotermico sono a centinaia di metri di profondità. In definitiva, dove troviamo le manifestazioni naturali è come se mancasse il coperchio! Questo sistema è uno dei pochi al mondo ad avere vapore direttamente nella “pentola” anziché acqua calda liquida, insomma un luogo veramente eccezionale. 

Un unicum a livello globale che, non a caso, nel 2022 ha visto l’Unesco approvare l’ampliamento del Geoparco delle Colline Metallifere (Tuscan Mining UNESCO Global Geopark), con ulteriori 96 kmq ricadenti nei comuni di Castelnuovo Val di Cecina, Pomarance e Radicondoli. In particolare, si tratta delle zone di Larderello, Sasso Pisano, Montecastelli e una piccola porzione di Radicondoli, un’area che estende la grandezza del parco a 1087 kmq su 10 comuni (i nuovi ingressi si sommano a Follonica, Gavorrano, Massa Marittima, Monterotondo M.mo, Montieri, Roccastrada e Scarlino su tre province: Grosseto, Siena e Pisa). Un risultato possibile grazie alla collaborazione tra Tuscan Mining Unesco Global Geopark ed Enel Green Power con l’obiettivo di creare un territorio unico e fruibile nella sua identità geologica, nel segno della sostenibilità e della valorizzazione dell’area geotermica nella sua interezza. Ora l’impegno in corso del Parco, insieme ai Comuni e ad Enel Green Power, è di realizzare un piano di gestione per valorizzare il patrimonio culturale e ambientale del geoparco, favorire il turismo e forme di economia sostenibile in linea con la missione dell’UNESCO Global Geoparks, realizzare nuove Porte del Parco nelle strutture già presenti sul territorio o creandone di nuove, realizzare un progetto di cartellonistica,  ampliare alla nuova area il Piano di Azione della Carta Europea del Turismo Sostenibile nelle Aree Protette.

Il vapore caldo, che si trova nelle rocce in profondità, è dunque da sempre una fonte di energia importante che nei secoli scorsi veniva utilizzata per scopi termali e sanitari e successivamente anche industriali, a partire dall’800 con gli usi chimi e nel ‘900 con l’inizio dell’epopea elettrica. Recentemente, uno sviluppo significativo per l’utilizzo del calore, a fianco della produzione geotermoelettrica, è stato quello dei teleriscaldamenti: grazie ad appositi impianti di scambio termico, l’acqua calda che può alimentare impianti per fornire riscaldamento e acqua calda sanitaria alle abitazioni di interi paesi, nonché a tutte quelle aziende che nel loro processo produttivo necessitano di energia termica, come ad esempio nel settore alimentare caseifici, birrifici, salumifici oppure in agricoltura climatizzando serre o acque di coltura. Grazie a questo percorso, il distretto geotermico toscano, con una potenza installata di 916 MW, è il più antico e al contempo il più innovativo del pianeta: delle 34 centrali geotermoelettriche (per un totale di 37 gruppi di produzione) di Enel Green Power, 16 sono in provincia di Pisa, 9 nella provincia senese e 9 nel territorio provinciale di Grosseto. I quasi 6 miliardi di KWh prodotti in Toscana, oltre a soddisfare oltre il 33% del fabbisogno elettrico regionale e a rappresentare il 70% dell’energia rinnovabile prodotta in Toscana, forniscono infatti calore utile a riscaldare 13mila utenti residenziali in 9 Comuni geotermici (l’ultimo inaugurato è stato Piancastagnio; già dotati di TLR Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina, Monteverdi Marittimo, Monterotondo Marittimo, Montieri, Chiusdino, Radicondoli, Santa Fiora; altri impianti sono in realizzazione come ad Arcidosso), nonché aziende ed esercizi commerciali, oltre a 26 ettari di serre, e contribuiscono ad alimentare un’importante filiera artigianale, agroalimentare e turistica con 60mila visite all’anno, attraverso itinerari in una Toscana meno nota ma di grande fascino tra manifestazioni naturali come geyser, putizze e fumarole (in particolare, Parco Fumarole a Sasso Pisano, Comune Castelnuovo VdC, e Geoparco Unesco delle Biancane a Monterotondo M.mo, uniti da un suggestivo sentiero trekking di 4,5 km) che si integrano con gli impianti di produzione ed i poli museali.

Ciò consente di evitare il consumo di 1,1 M Tep e l’emissione in atmosfera di 3 Mt di CO2eq, cui si abbina una produzione di calore pari a 454 GWh, in grado di evitare l’emissione di altre 121mila tonnellate di CO2eq. A Larderello sorge, tra l’altro, la centrale geotermica più grande d’Europa: si tratta dell’impianto di Valle Secolo che ha una potenza installata di 120 MW. I 34 impianti geotermici della Toscana, dotati dei migliori standard ambientali, costituiscono così un modello nel settore delle rinnovabili per l’innovazione tecnologica, la sostenibilità e l’economia circolare.