"Giro del fuoco", un’immersione tra sport, sostenibilità e storia

Monterotondo Marittimo: “L’esperienza del Giro del Fuoco è stata ben più di una manifestazione ciclistica, perché ha consentito ai partecipanti di conoscere il territorio molto meglio di quanto possa sembrare a prima vista: un solo giro in bici, senza il racconto puntuale delle varie tappe, non avrebbe permesso di rendersi conto delle peculiarità di ciò che è stato fatto e si sta facendo”, ha commentato Omar Martinello alla fine del tour.

Il “Giro del Fuoco” è stato un affascinante viaggio lungo la rotta del vapore organizzato da Enel Green Power a valle della Gran fondo Strade Bianche, che nelle scorse settimane è tornata a lambire le terre della geotermia, tra i territori provinciali di Pisa, Siena e Grosseto.

Un esempio interessante di questo viaggio è stato il caseificio Padre Paterno di Monterotondo Marittimo, una località dove già nel 1777 è stato individuato per la prima volta l’acido borico, legato all’attività geotermica. In questa azienda oggi viene prodotto latte e formaggio utilizzando il vapore proveniente dalla nostra vicina centrale geotermica. L’energia del sottosuolo viene utilizzata per tutte le fasi produttive: dalla pastorizzazione alla cagliatura, passando per l’eliminazione del siero in eccesso e per le attività di pulizia.

Il “Green Team” si è poi spostato a Sasso Pisano, località nota per i soffioni boraciferi e che ospita la centrale geotermica di Sasso 2. Attraverso un sistema di condotte, il vapore dell’impianto viene utilizzato da Vapori di Birra per la produzione di birra artigianale, con una riduzione del 25% dei costi legati all’energia. Il percorso ha anche compreso il parco delle Biancane, il parco delle Fumarole, i soffioni boraciferi di San Federigo e altre aree simbolo della storia geotermica toscana.

“Oltre ad avere pedalato in un territorio magnifico, sono rimasta stupita dalle potenzialità delle fumarole: è incredibile come il vapore che esce dal terreno possa diventare energia elettrica”, ha sottolineato Elisa Scarlatta.


La giornata si è conclusa nella capitale mondiale della geotermia di Larderello, il cui nome deriva dall’ingegnere francese Francois Jacques de Larderel, il primo produttore dell’acido borico su larga scala. Proprio in questo paese nel 1913 furono accese per la prima volta 5 lampadine grazie all’energia geotermica. Nella Larderello Valley, tra le province di Pisa, Siena e Grosseto, abbiamo ha realizzato un totale di 34 centrali con una capacità installata di oltre 900 MW, soddisfando oltre il 30% del fabbisogno energetico regionale. Le potenzialità dell’energia del sottosuolo sono raccontate nel Museo della Geotermia dove – grazie a un percorso interattivo – vengono descritte le varie applicazioni industriali di questa risorsa naturale. Chiunque può vivere questa esperienza, perché il museo è aperto a tutti e la visita è completamente gratuita.