Turismo. Marras: "La proposta di legge chiarirà la disciplina transitoria"

L’assessore Leonardo Marras risponde in Aula all’interrogazione di Jacopo Cellai, Luca Minucci, Vittorio Fantozzi e Gabriele Veneri (FdI) su criticità urbanistiche, rischio di contenzioso e valutazioni della Giunta regionale in ordine a una possibile proroga dei termini di adeguamento rispetto all’articolo 41 del testo unico del turismo

Firenze: Per rispondere all’interrogazione di Jacopo Cellai, Luca Minucci, Vittorio Fantozzi e Gabriele Veneri (FdI) su criticità urbanistiche, rischio di contenzioso e valutazioni della Giunta regionale in ordine a una possibile proroga dei termini di adeguamento rispetto all’articolo 41 del testo unico del turismo l’assessore Leonardo Marras fa una premessa: “L'art. 41 del Testo Unico del Turismo obbliga l’esercizio delle attività affittacamere, b&b, case vacanze esclusivamente in unità immobiliari con destinazione d'uso turistico-ricettiva” e “la correlata norma transitoria che consente di mantenere la destinazione d’uso residenziale fino al 30 giugno 2026 sono state valutate positivamente dalla Corte perché mira alla definizione delle pratiche di mutamento della destinazione”.

L’interrogazione chiede precisazioni riguardo gli adempimenti in merito alle strutture esistenti. “L’assessorato – ha detto Marras - è impegnato a individuare le azioni per accompagnare i Comuni e gli operatori all’obiettivo stabilito dalla norma transitoria evitando l’insorgenza di contrasti tra enti e privati”. Inoltre, “nel confronto con Anci Toscana, l’assessorato ha ribadito che ai Comuni non è richiesto l’adeguamento dei propri strumenti urbanistici”. Marras ha spiegato che “non si alternano gli equilibri dei carichi urbanistici, poiché si tratta di immobili ed unità già destinati ad attività turistico ricettive”.

L’assessore si è detto consapevole delle preoccupazioni suscitate dalle questioni poste anche nell’interrogazione sia per i Comuni che per le imprese turistiche coinvolte e perciò “sarà predisposta una proposta di legge che vada in parte a modificare e in parte a dettagliare quanto previsto nella norma transitoria perché vi sia assoluta chiarezza sul fatto che non è necessario che i comuni adottino varianti urbanistiche”. “Si provvederà poi a prorogare il termine per dare respiro alle amministrazioni comunali e più tempo alle strutture per provvedere agli adempimenti” e “si proporrà di eliminare la discrezionalità attribuita al Comune sul fatto di prevedere o meno gli oneri di urbanizzazione a fronte di un obbligo imposto tassativamente da legge. Non pare opportuno che le strutture ricettive chiamate ad adempiere siano gravate o meno da oneri a seconda del Comune dove sono ubicate” e si ribadirà “la reversibilità alla destinazione d’uso residenziale compatibilmente con il piano operativo comunale a quel momento vigente”

“Le stesse risposte vanno date alle realtà locali interessate; è una novità e un chiarimento il fatto che i Comuni non devono adattare i loro piani operativi. Fino a questo momento c’è stata una certa confusione sull’argomento - ha detto Jacopo Cellai (FdI) nella sua replica -. Adesso conta la possibilità di sviluppare e chiarire la deroga e quello che verrà fatto per superare le ambiguità”.