Regione: diritto alla felicità, diritto alla connettività e nono assessore nello Statuto

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza, in prima lettura, la proposta di legge statutaria che dovrà tornare al voto dell’aula tra due mesi per l’approvazione definitiva. Hanno votato a favore Pd, Avs, Casa Riformista e Movimento 5 stelle; contrari Fratelli d’Italia e Forza Italia. Approvato anche un ordine del giorno del M5s

Firenze – Si allargano i principi fondamentali della Carta dei Toscani: nello Statuto entrano il diritto alla felicità e il diritto alla connettività su tutto il territorio regionale. Inoltre, si amplia anche la composizione della Giunta: il numero degli assessori, infatti, passa da otto a nove. È quanto prevede la proposta di legge statutaria approvata a maggioranza, in prima lettura, dal Consiglio regionale nella tarda notte di ieri, mercoledì 28 gennaio. Hanno votato a favore Pd, Avs, Casa Riformista e Movimento 5 stelle, contrari Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Approvato anche un ordine del giorno del M5s, illustrato dal capogruppo Luca Rossi Romanelli, che impegna il Consiglio regionale, tramite la presidente e l’Ufficio di presidenza “a promuovere, nei modi e nei tempi che saranno ritenuti più opportuni, un percorso di confronto sul testo dello Statuto regionale che coinvolga il sistema universitario e, attraverso adeguate forme di informazione e partecipazione, le diverse componenti della società toscana, al fine di valutare l'eventuale opportunità di interventi di aggiornamento, nel quadro dei principi costituzionali e dell'autonomia statutaria regionale”. Sull’atto hanno votato a favore Pd, Avs, Casa Riformista e M5s; contrari Fratelli d’Italia e Forza Italia.

È stato il presidente della commissione Affari istituzionali Vittorio Salotti (Pd) a illustrare il provvedimento in Aula. Nel testo si dà conto del principio di riconoscimento, salvaguardia e promozione dell’identità toscana senza però esplicitare la dicitura ‘Toscana Diffusa’, già contenuta nella legge 11/2025, che durante i lavori della commissione era stata ritenuta inadeguata. La modifica al testo originario è frutto di un emendamento che porta la firma del capogruppo Pd Simone Bezzini, del portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi e del presidente della Commissione Salotti. L’emendamento, con le stesse firme, interviene anche nel passaggio che prevede il diritto alla connettività sopprimendo l’ipotesi originaria di investimenti in infrastrutture pubbliche e la collaborazione con operatori privati. La proposta resta invece invariata nella parte che riguarda la composizione della Giunta e che apre la strada alla nomina del nono assessore.

La possibilità di nomina del nono assessore è, come ha sottolineato Salotti, “l’adeguamento dello Statuto alla normativa nazionale”. Il Decreto Monti (Decreto Legge 138/2011, convertito) ha infatti riformato i limiti sul numero di assessori consentendo, in casi specifici, anche aumenti. Le Regioni, in buona sostanza, possono, nell'ambito della propria autonomia statutaria e legislativa, adeguarsi secondo due parametri: il numero massimo dei consiglieri regionali, ad esclusione del presidente della Giunta regionale, deve essere uguale o inferiore a 40 per le Regioni con popolazione fino a quattro milioni di abitanti; il numero massimo degli assessori deve essere pari o inferiore ad un quinto del numero dei componenti del Consiglio regionale, con arrotondamento all'unità superiore. Ed è questo arrotondamento all’unità superiore (il quarantunesimo consigliere regionale identificato nel presidente della Giunta) che consente di far scattare il nono assessore in Toscana a legge statale vigente.

La modifica statutaria operata nel 2013 (legge 18/2013) aveva modificato gli articoli 6, 9, 14 e 35 in materia di numero dei consiglieri regionali, componenti della Giunta e abolizione del vitalizio, aveva ridotto i consiglieri a quaranta e aveva stabilito in otto il numero degli assessori.

Non aveva invece toccato l’articolo 31 sull’elezione del presidente della Giunta, che resta a fa parte del Consiglio a tutti gli effetti, confermando in quarantuno il numero totale dei consiglieri.