Dati aggiornati, nuove abitudini digitali e politiche di contenimento in una regione a intensità media
Negli ultimi due anni il gioco d’azzardo in Toscana ha mostrato una crescita costante della raccolta complessiva, superando stabilmente la soglia degli 8,5 miliardi di euro annui. Dopo aver raggiunto 8,6 miliardi nel 2024, i dati preliminari e i report consolidati nel corso del 2025 confermano una sostanziale tenuta dei volumi, con oscillazioni limitate e un andamento coerente con il quadro nazionale. Non si tratta quindi di un picco isolato, ma di una fase di stabilizzazione su livelli elevati, trainata in modo sempre più evidente dal gioco online.
Questo andamento assume particolare rilevanza se letto insieme ad altri indicatori strutturali: la riduzione dei punti gioco fisici, fenomeno influenzato dall’uso crescente di casino online come le piattaforme di gioco non AAMS con licenze straniere come riporta il sito gamerbrain.net, la diminuzione progressiva dei nuovi giocatori e una spesa pro capite che, pur restando significativa, continua a collocarsi al di sotto della media italiana. La Toscana si conferma così una regione di equilibrio, in cui il fenomeno è diffuso ma non concentrato in modo estremo.
Raccolta e posizionamento nel contesto nazionale
Nel confronto tra regioni italiane, la Toscana si colloca al nono posto per raccolta assoluta, dietro territori più popolosi come Lombardia, Campania, Lazio ed Emilia-Romagna. Con una raccolta annua compresa tra 8,5 e 8,6 miliardi di euro tra 2024 e 2025, la regione rappresenta una quota intermedia del mercato nazionale, caratterizzata da una forte continuità piuttosto che da picchi improvvisi.
La spesa pro capite, stimata tra i 400 e i 2.000 euro annui a seconda del canale considerato, resta inferiore rispetto alle aree del Sud e ad alcune regioni del Centro-Nord. Questo dato suggerisce che la crescita della raccolta non dipende da un aumento dell’intensità individuale del gioco, ma da una partecipazione più ampia e regolare, distribuita su una base di utenti numerosa ma eterogenea.
Il ruolo centrale del gioco online nel biennio 2024–2025
Il vero elemento di discontinuità è rappresentato dal gioco online, che tra il 2021 e il 2025 ha registrato un’espansione costante. Nel solo 2024 si contavano quasi 950 mila conti di gioco attivi, con oltre 1,2 miliardi di giocate, e i dati aggiornati al 2025 confermano un’ulteriore crescita in termini di utilizzo e frequenza, pur senza variazioni radicali nei volumi complessivi.
Il canale digitale ha ormai superato quello fisico in termini di raccolta e rappresenta il principale motore del sistema. L’accesso tramite smartphone, la semplicità delle interfacce e l’integrazione del gioco all’interno di un ecosistema digitale più ampio rendono l’online una modalità coerente con altri consumi contemporanei, dai servizi di streaming all’e-commerce. In questo contesto, la crescita non appare come un’anomalia, ma come parte di una trasformazione tecnologica più ampia.
Gioco fisico: meno punti, volumi ancora rilevanti
Parallelamente, il gioco fisico continua a rappresentare una componente importante del mercato regionale. Tra AWP e VLT, nel 2024 e nel 2025 in Toscana si giocano ancora circa 2,4 miliardi di euro l’anno, nonostante la riduzione del numero di sale e apparecchi sul territorio. Le politiche regionali e comunali hanno contribuito a ridimensionare l’offerta, senza però determinare un crollo dei volumi.
Il risultato è un sistema più concentrato e regolato, in cui il gioco fisico mantiene un ruolo significativo ma non più centrale. La dinamica osservata suggerisce una migrazione graduale di parte dell’utenza verso il digitale, piuttosto che una scomparsa del gioco tradizionale.
Chi gioca in Toscana: diffusione e caratteristiche
Nel biennio 2024–2025 oltre 1,1 milioni di toscani, pari a circa il 36,7% della popolazione tra i 18 e gli 84 anni, hanno dichiarato di aver giocato d’azzardo almeno una volta nell’anno. Il dato mostra una leggera riduzione rispetto al 2019, quando la quota superava il 38%, confermando una tendenza alla stabilizzazione o lieve contrazione della platea.
La diffusione resta più elevata tra gli uomini rispetto alle donne e riguarda soprattutto giochi a bassa soglia di accesso come Gratta e Vinci, Lotto e Superenalotto, affiancati dalle scommesse sportive. La maggior parte dei giocatori rientra in forme occasionali, con una netta distinzione tra partecipazione diffusa e comportamenti a rischio.
Gioco problematico e impatto sociale nel 2025
Sul fronte della fragilità, i dati aggiornati al 2025 indicano una prevalenza di gioco problematico intorno al 2%, in linea con la media nazionale e sufficiente a collocare la Toscana nella top 10 delle regioni a rischio, ma lontana dai valori più critici osservati in altri territori. In termini assoluti, si stimano circa 90 mila persone con problematiche legate al gioco, per un costo sociale annuo di circa 120 milioni di euro.
Questi numeri evidenziano come il fenomeno non sia marginale, ma neppure generalizzato. Il rischio riguarda una minoranza specifica e richiede interventi mirati, basati su prevenzione, intercettazione precoce e presa in carico, piuttosto che su letture semplificate del fenomeno.
Giovani, digitale e nuovi segnali
Particolare attenzione viene riservata alle fasce più giovani. Nel 2023–2024 oltre il 54% degli studenti tra i 15 e i 19 anniha dichiarato di aver giocato almeno una volta nell’anno, e nel 2025 questa tendenza risulta confermata. Preoccupa soprattutto la crescita dei comportamenti a rischio, che coinvolgono circa il 4–5% degli studenti, un dato in aumento rispetto alle rilevazioni precedenti.
Gli studi più recenti mettono in relazione questo fenomeno con la continuità tra gaming digitale e gioco con vincita in denaro, favorita dall’uso intensivo dello smartphone. In questo scenario, la sfida non è demonizzare il digitale, ma comprendere come educazione, informazione e consapevolezza possano ridurre le aree di vulnerabilità.
Politiche regionali e segnali incoraggianti
Tra 2024 e 2025 emergono anche segnali positivi. La quota di cittadini che si avvicinano per la prima volta al gioco è scesa dal 38,3% del 2019 al 36,7%, mentre il numero di persone con comportamenti problematici risulta sostanzialmente stabile. L’aumento degli accessi ai SerD, in particolare tra i giovani tra i 15 e i 29 anni, viene interpretato come un indicatore di maggiore emersione del bisogno, più che come un peggioramento improvviso della situazione.
Il piano regionale di contrasto, sviluppato in collaborazione con il mondo della ricerca e del terzo settore, mostra quindi una capacità concreta di contenere l’espansione del rischio, pur in presenza di una crescita economica del settore.
Una lettura aggiornata del fenomeno
Nel passaggio dal 2024 al 2025 il gioco d’azzardo in Toscana conferma il suo carattere strutturale e non emergenziale. La raccolta resta elevata, l’online guida la trasformazione e le politiche pubbliche contribuiscono a stabilizzare la platea dei giocatori. La sfida per i prossimi anni non sarà ridurre semplicemente i numeri, ma governare un fenomeno che cambia forma, distinguendo tra uso diffuso, rischio e patologia. Solo una lettura basata su dati aggiornati e analisi di sistema può sostenere un dibattito pubblico maturo e interventi realmente efficaci.