Ammonta a 86 miliardi di euro annui la spesa degli italiani per i viaggi

Le regioni con la spesa turistica pro capite più elevata sono Valle d’Aosta (1.731 euro), Liguria (1.706) e Trentino-Alto Adige (1.674), mentre i livelli più contenuti si registrano in Sicilia (1.157 euro), Calabria (1.195) e Sardegna (1.198). A livello provinciale guidano la classifica Brescia (1.750 euro), Aosta (1.731) e Torino (1.725), mentre in coda si collocano Vibo Valentia (1.105) e Agrigento (1.114): ecco cosa dicono i numeri ufficiali elaborati da Vamonos Vacanze, tour operator specializzato in vacanze di gruppo e per single.

Roma: Il turismo resta una priorità di spesa. È quanto emerge dall’analisi aggiornata al 2026 elaborata da Vamonos Vacanze, tour operator specializzato in vacanze di gruppo e per single, che ha incrociato dati Istat, Banca d’Italia ed Eurostat per fotografare l’andamento del settore dei viaggi nel nostro Paese.

La spesa turistica dei residenti per i viaggi in Italia e all’estero risulta così pari a 86 miliardi di euro annui. Un valore che conferma il turismo come una delle principali voci di consumo discrezionale delle famiglie, nonostante l’aumento dei costi legati a trasporti, alloggi ed energia.

In particolare, secondo i dati elaborati da Vamonos-Vacanze.it, il 60% della spesa turistica è sostenuta da persone senza figli conviventi, con un peso crescente dei single adulti e over 50. La spesa media per vacanza di un adulto che viaggia senza figli risulta inoltre del 35% più alta rispetto a quella di chi viaggia in famiglia.

«Il differenziale è legato a comportamenti di viaggio specifici: chi viaggia da solo o senza figli tende a viaggiare più spesso, anche fuori stagione, a non condividere i costi di trasporto e alloggio, a prediligere tour organizzati, crociere ed esperienze culturali, che presentano una spesa media più elevata, soprattutto nel medio-lungo raggio» spiegano gli analisti di Vamonos-Vacanze.it.

I dati indicano che i viaggiatori single rappresentano oltre il 38% dei viaggiatori leisure adulti italiani, con una quota che supera il 45% nella fascia 45–65 anni, contribuendo in modo crescente al valore complessivo del mercato turistico.

Le regioni dove si spende di più? Sul podio troviamo Valle d’Aosta (1.731 euro pro capite), Liguria (1.706 euro) e Trentino-Alto Adige (1.674 euro). Seguono poi Lombardia (1.663 euro), Piemonte (1.659 euro), Emilia Romagna (1.645 euro), Veneto (1.621 euro), Friuli-Venezia Giulia (1.588 euro), Lazio (1.495 euro), Toscana (1.473 euro), Marche (1.472 euro) e Umbria (1.443 euro). Le più parsimoniose sono invece Sicilia (1.157 euro pro capite), Calabria (1.195 euro), Sardegna (1.198 euro), Basilicata (1.227 euro), Campania e Molise (entrambi 1.240 euro), Abruzzo (1.267 euro) e Puglia (1.269 euro).

Insomma, le differenze territoriali restano marcate, ma il desiderio di viaggiare attraversa tutto il Paese. In quanto a province e città metropolitane, sul podio troviamo Brescia (1.750 euro pro capite), Aosta (1.731 euro) e Torino (1.725 euro). Seguono poi Genova (1.724 euro), Mantova, Verona e Savona (1.714 euro), Lecco (1.707 euro), Imperia (1.705 euro), Bergamo (1.700 euro) e Modena (1.698 euro). Tra le città metropolitane dove la spesa pro capite è maggiore, troviamo naturalmente anche Milano (1.672 euro), Roma, (1.600 euro), Bologna (1.591 euro) e Firenze (1.499 euro). Le 10 province più parsimoniose sono invece: Vibo Valentia (1.105 euro pro capite), Agrigento (1.114 euro), Caltanissetta (1.125 euro), Crotone (1.128 euro), Nuoro (1.130 euro), Trapani (1.136 euro), Ragusa (1.141 euro), Enna (1.147 euro), Oristano (1.165 euro) e Siracusa (1.166 euro).

(Il data set completo con tutte le province e città metropolitane è accessibile alla url: https://sharing-media.com/dataset/260123p.pdf)