Vivere a lungo è una caratteristica fortunata della nostra terra, ma la vera sfida di oggi è invecchiare bene.
In Maremma, dove la tavola è il cuore pulsante della socialità e della famiglia, la salute della bocca negli over 60 diventa un fattore determinante non solo per nutrirsi, ma per evitare l'isolamento e garantire un reale benessere psicofisico.
La Maremma è, da sempre, terra di aria buona e di ritmi che sanno rispettare il tempo. È una terra dove la qualità della vita è percepita come superiore rispetto alle grandi metropoli.
Tuttavia, c’è un aspetto della salute senile di cui si parla ancora troppo poco, spesso relegato a un timido silenzio o a una rassegnata accettazione: la funzionalità della bocca.
Arrivare ai 70 o agli 80 anni oggi, nel 2025, non significa più "tirare i remi in barca".
I "nuovi senior" di Grosseto e provincia sono persone attive, curiose, che viaggiano, gestiscono nipoti, frequentano associazioni e amano la compagnia.
Sono la spina dorsale della nostra società. Eppure, molti di loro vivono un disagio profondo e silenzioso legato alla perdita dei denti (edentulia) o all'utilizzo di protesi mobili ormai obsolete e instabili.
Un problema che, se trascurato, rischia di compromettere proprio quella qualità della vita che la nostra regione offre con tanta generosità.
Il paradosso della dieta mediterranea: quando il cibo diventa un nemico
Spesso si commette l'errore di pensare ai denti solo come a una questione estetica, liquidando il problema con frasi come "ormai alla mia età, chi vuoi che mi guardi?".
È un errore di prospettiva drammatico. La bocca è la porta della nostra salute e il primo organo della digestione.
Geriatri e nutrizionisti sottolineano con forza come una masticazione inefficiente sia la prima causa di una dieta povera e sbilanciata negli anziani.
In Maremma, la nostra dieta tradizionale è ricca di alimenti "impegnativi" ma salutari: verdure crude, frutta secca, carni rosse fibrose (pensiamo alla cacciagione), pane toscano dalla crosta croccante.
Quando la protesi "balla", fa male o non ha stabilità, l'anziano tende a eliminare istintivamente questi cibi fondamentali.
Si innesca un meccanismo di selezione alimentare al ribasso: si abbandonano le fibre e le proteine nobili per ripiegare su cibi morbidi, stracotti e ricchi di carboidrati o zuccheri, perché "più facili da mandare giù".
Questo impoverimento della dieta incide pesantemente sulla salute generale, portando a carenze nutrizionali, debolezza muscolare e un peggioramento delle condizioni sistemiche (come il diabete) proprio nel momento della vita in cui il corpo avrebbe bisogno di più sostegno e carburante di qualità.
La paura della socialità: il nemico invisibile dell'anziano

C'è poi l'aspetto psicologico, forse il più doloroso e meno raccontato.
In una cultura conviviale come quella maremmana, dove tutto ruota attorno a un pranzo della domenica o una cena in sagra, non sentirsi sicuri del proprio sorriso è invalidante.
La paura che la dentiera possa muoversi improvvisamente mentre si parla, il timore di un fischio imbarazzante durante una conversazione, o la difficoltà pratica nel gestire un pasto al ristorante, spinge molti anziani a rifiutare inviti e a chiudersi progressivamente in casa.
Questo fenomeno di auto-isolamento sociale è un fattore di rischio enorme. La scienza ci dice che la socialità è il "farmaco" più potente contro il decadimento cognitivo e la depressione senile.
La fine dell'era della "rassegnazione" e della dentiera nel bicchiere
Per decenni, la risposta standard alla perdita dei denti è stata la dentiera mobile totale. Una soluzione che ha storicamente aiutato milioni di persone, ma che porta con sé limiti fisiologici evidenti.
Il più grave è il riassorbimento osseo: senza le radici dei denti a stimolarlo, l'osso della mascella tende a ritirarsi nel tempo.
Questo fa sì che la protesi diventi sempre più instabile, richiedendo continue "ribasature" e l'uso massiccio di paste adesive che alterano il sapore dei cibi.
Inoltre, la protesi mobile ha un impatto estetico sul viso: il riassorbimento dell'osso porta a quel tipico profilo "collassato" di bocca e labbra che invecchia precocemente l'espressione.
Oggi, fortunatamente, lo scenario medico a Grosseto è cambiato radicalmente.
Come affermato dal Dr. Davide De Rosa Palmini, dello studio dentistico Dental Competence di Grosseto “L'evoluzione dell'implantologia dentale ha reso accessibili soluzioni fisse che fino a pochi anni fa sembravano impensabili, costose o troppo dolorose per i pazienti più anziani. L'obiettivo della medicina contemporanea non è più semplicemente ‘tappare un buco’, ma ripristinare la stabilità. Le nuove tecniche permettono di ancorare le protesi in modo saldo, eliminando colle e paste, e restituendo la sensazione, la forza masticatoria e l'estetica dei denti naturali”.
"Non ho abbastanza osso": sfatiamo un mito che blocca le cure

Uno dei freni principali che impedisce ai pazienti senior di informarsi sulle nuove cure è la convinzione di non essere idonei.
Frasi come "mi hanno detto che non ho abbastanza osso" o "sono troppo vecchio per queste cose" sono ancora troppo diffuse.
È fondamentale sapere che l'odontoiatria ha sviluppato protocolli specifici proprio per le atrofie ossee gravi, tipiche di chi ha portato la dentiera per 20 o 30 anni.
Tecniche avanzate (come la cosiddetta "All-on-Four" o l'uso di impianti inclinati) sono state studiate per sfruttare al millimetro l'osso residuo esistente, senza dover ricorrere a lunghi, dolorosi e costosi innesti di osso.
Grazie alla diagnostica digitale (CONE BEAM 3D), oggi il chirurgo può pianificare l'intervento al computer prima ancora di toccare il paziente, individuando i punti di ancoraggio più solidi.
Questo rende gli interventi molto meno invasivi rispetto al passato, con decorsi post-operatori rapidi e gestibili anche da persone con patologie lievi (come l'ipertensione controllata).
Il fattore tempo: denti fissi subito, perché il tempo è prezioso
Un altro aspetto cruciale per la terza età è il tempo.
Un paziente di 75 anni non ha voglia (giustamente) di aspettare mesi e mesi senza denti in attesa di una guarigione. Vuole una soluzione rapida per tornare alla sua vita.
Qui entra in gioco il concetto di carico immediato. Nella maggior parte dei casi clinici idonei, oggi è possibile inserire gli impianti e applicare una protesi fissa provvisoria nella stessa seduta o entro le 24 ore successive.
Immaginate l'impatto psicologico: una persona entra nello studio la mattina con una dentatura compromessa o una protesi mobile che la fa soffrire, ed esce il pomeriggio o il giorno dopo con denti fissi, stabili, pronti per sorridere.
È una rivoluzione copernicana che restituisce dignità immediata.
Investire su sé stessi: il miglior regalo per la famiglia

Spesso gli anziani tendono a risparmiare "per i nipoti", trascurando le proprie esigenze.
Ma quale regalo migliore per una famiglia se non vedere i propri nonni o genitori felici, autonomi, in salute e capaci di godersi un pranzo tutti insieme senza dolore?
Realtà cliniche d'eccellenza del nostro territorio, confermano un’inversione di tendenza estremamente positiva: sempre più settantenni e ottantenni si rivolgono agli specialisti non per un'emergenza, ma per pianificare un miglioramento della propria vita.
Chiedono informazioni, vogliono capire, non si accontentano più della "soluzione minima".
È il segnale di una nuova consapevolezza che si sta radicando anche in Maremma: la salute non ha data di scadenza e la vecchiaia non deve essere un periodo di rinunce, ma una fase della vita da godere appieno.
Investire sulla propria bocca significa, letteralmente, riprendere a mordere la vita, riscoprendo il piacere di una chiacchierata, di un sorriso vero e di quei sapori che rendono la nostra terra unica al mondo.