Cresce il rapporto tra italiani e gioco online, mentre il comparto fisico resta indietro

Che il digitale stia prendendo il sopravvento su molte delle attività che prima si svolgevano esclusivamente in luoghi fisici è oggi molto più di un sentore. Anche il Report 2025 della CGIA di Mestre, condotto sul settore dei giochi in Italia nel 2024, delinea un quadro chiaro del nuovo rapporto tra gli italiani e il mondo del gioco online. Le cifre raccontano una tendenza netta: il gioco legale a distanza è diventato la modalità preferita dal pubblico nazionale.

Dal 2019 al 2024 si è registrata una crescita del 153%, che ha inevitabilmente ridotto le attività tradizionali. Una trasformazione che, se da un lato premia gli operatori che hanno investito nella rete, dall’altro mette in difficoltà bar, tabacchi ed edicole, molti dei quali hanno dovuto cessare l’attività. In soli cinque anni, l’Italia ha perso circa 9.900 imprese legate al comparto fisico.

Parallelamente, il settore digitale ha continuato a strutturarsi e innovarsi: nel 2024 sono state assegnate 52 nuove concessioni a 46 operatori di gioco a distanza. L’iniziativa, unita alla diffusione dei dispositivi mobili, ha spinto verso una forte espansione del gioco online, oggi sempre più accessibile e tecnologicamente evoluto.

Le piattaforme virtuali hanno saputo intercettare pubblici diversi, aggiornando costantemente la propria offerta con contenuti più interattivi e grafiche immersive. In questo scenario, è interessante notare come la digitalizzazione abbia saputo coinvolgere anche chi è legato ai ricordi delle sale fisiche e delle atmosfere tipiche dei bar italiani. Alcuni portali, ad esempio, hanno riproposto in chiave moderna i classici giochi ispirati alle slot da bar, riconoscibili per i loro simboli tradizionali, come frutti, campane e numeri, e per una meccanica di gioco semplice e immediata, che ne ha decretato il successo per decenni. Oggi, pur in versione digitale, mantengono quel carattere nostalgico e familiare.

Stare al passo con i tempi, infatti, è la sfida che attraversa tutti i settori, non solo quello del gioco. La transizione digitale, se ben gestita, può trasformare la concorrenza tra realtà fisiche e virtuali in un dialogo costruttivo, capace di valorizzare entrambe le dimensioni e di adattarle alle nuove abitudini dei cittadini.