Riso europeo a rischio: Confagricoltura chiede tutela contro importazioni low-cost

Roma: Introdurre una clausola di salvaguardia automatica nel nuovo Regolamento sulle preferenze generalizzate capace di fermare le eccessive importazioni di riso dal Sud Est asiatico, in particolare da Cambogia e Myanmar, che minacciano la sopravvivenza del settore europeo. E’ la richiesta di Confagricoltura e del Copa avanzata a Bruxelles dal presidente Massimiliano Giansanti.

“L’intesa raggiunta tra Parlamento e Consiglio non ci convince – afferma Giansanti - Le soglie previste per far scattare il blocco sono talmente elevate da rendere il meccanismo inefficace. Per questo Confagricoltura sta rafforzando il fronte comune, anche in seno al Copa-Cogeca, chiedendo una revisione dei massimali e un sostegno trasversale agli emendamenti a tutela del riso europeo anche da parte dei Paesi non produttori”.

L’Italia, leader Ue con 235mila ettari coltivati e 1,5 milioni di tonnellate annue, rappresenta il cuore della risicoltura europea, ma il comparto sta soffrendo: i prezzi all’origine sono crollati. Alcune varietà che un anno fa valevano circa 100 euro al quintale, oggi si fermano a 60, con punte che scendono sotto i 40 euro. “Valori ben al di sotto dei costi medi di produzione, che rendono l’attività economicamente insostenibile”.

A pesare sono anche dinamiche internazionali (dal calo del prezzo mondiale del riso alla riduzione dei noli marittimi, fino al deprezzamento del dollaro) che favoriscono l’ingresso sul mercato europeo di prodotto importato a costi altamente competitivi. Inoltre, accordi come il Mercosur o quello che la Commissione vuole firmare con l’Australia, grande produttore di riso, aggiungono ulteriori minacce.

A complicare il quadro si aggiunge il nodo fertilizzanti. Nonostante la proposta dell’Esecutivo Ue di azzerare i dazi, le sanzioni sull’ammoniaca russa e l’applicazione del CBAM (il meccanismo che impone un costo legato all’impronta carbonica delle importazioni) continuano a incidere su disponibilità e prezzi.

Oltre alla clausola automatica a tutela del nostro riso negli accordi internazionali, Confagricoltura e Copa chiedono quindi un intervento immediato di sospensione del CBAM e la revisione della direttiva nitrati per consentire un maggiore utilizzo del digestato per i fertilizzanti. Senza correttivi rapidi, avverte Confagricoltura, il rischio è di compromettere gravemente un comparto strategico per l’agricoltura europea.