Grosseto: 600 agricoltori della Maremma sotto finestre regione

Siglato il patto di via Cavour: la Regione già al lavoro per dare risposte a settore. Approvata la mozione per la modifica del codice doganale.

Grosseto: Agricoltori ed allevatori maremmani sotto le finestre della regione per chiedere impegni concreti, risorse e meno burocrazia per affrontare le emergenze del settore, le crisi delle filiere come quella cerealicola, del vino e lattiero casearia, e soprattutto sostenere le aziende nelle sfide che devono affrontare ogni giorno, da quella climatica alle malattie che colpiscono piante ed animali fino alla necessità di creare un albo delle imprese senza terra per contrastare il fenomeno del caporalato. Sono arrivati anche da tutta la maremma, in 600 - una delle delegazioni più numerose - per consegnare il manifesto “100 giorni per dare risposte” di Coldiretti alle istituzioni regionali mentre il consiglio era in corso. “Mai come oggi l’agricoltura ha bisogno di risposte. Occorre che i 12 punti del nostro manifesto vengano affrontati dalla nuova giunta e dal nuovo consiglio senza paura. – ha detto il presidente provinciale Simone Castelli che ha guidato la delegazione - Sono il frutto di un grande percorso di ascolto fatto nelle sezioni, zone, anche più lontane, raccogliendo le istanze dei diversi settori e delle diverse sensibilità”.

I 12 punti fotografano le priorità di un comparto in affanno che deve fare i conti con l’aumento dei costi di produzione, prezzi al ribasso, cambiamenti climatici, fitopatie ed ungulati. Secondo Coldiretti serve innanzitutto una vera semplificazione amministrativa: la burocrazia è diventata un “dazio occulto” che blocca investimenti e liquidità. Basta controlli ripetuti e sovrapposti: occorre utilizzare pienamente il Registro Unico dei Controlli e applicare la diffida prima delle sanzioni. Le principali filiere regionali – dal latte ai cereali, dall’ortoflorovivaismo al vino – sono sotto pressione tra crisi di mercato, fitopatie, aumento dei costi e pratiche sleali. Servono tavoli permanenti, un fondo regionale per le emergenze e strumenti finanziari efficaci. Allo stesso tempo è indispensabile prevedere le risorse regionali per le assicurazioni agricole e per la gestione delle emergenze sanitarie animali. Centrale è il tema dell’acqua (e dei suoi costi), delle strategia su invasi e reti irrigue, e quello della fauna selvatica con le azioni di contrasto alla diffusione della peste suina e l’approvazione del piano faunistico venatorio regionale. Occorre difendere il suolo agricolo produttivo, sostenere le aree interne e potenziare il servizio fitosanitario. Infine, servono misure per affrontare la carenza di manodopera stagionale e una forte azione di tutela del cibo toscano, con etichette chiare sull’origine e lo stop agli inganni con la modifica del codice doganale che “legalizza” il falso Made in Tuscany. Richieste a cui la Regione Toscana, per bocca dell’assessore all’agricoltura Leonardo Marras e della presidente del consiglio regionale, è pronta a dare seguito.

I segnali, arrivati dal palco di Via Cavour, sono promettenti come l’impegno dell’assessore regionale Marras a presentare un pacchetto agricoltura che semplifichi – proprio come sollecitato da Coldiretti – aspetti legati all’edilizia, all’urbanistica e ai controlli, troppi, inutili, che le imprese subiscono. Assicurate anche nuove risorse, circa 140 milioni del cassetto del completamento di sviluppo rurale da mettere a disposizione del mondo agricolo. Compatta è arrivata anche la risposta del consiglio regionale, riunito per l’assise, che ha interrotto i lavori per partecipare al presidio e comunicare l’avvenuta approvazione all’unanimità – era una delle richieste – della mozione con prima firmataria la presidente della commissione Sviluppo Brenda Barbini a sostegno della modifica del codice doganale per mettere un freno al fenomeno dell’italian sounding. Con questo atto la regione si fa carico, e si impegna a sollecitare il Governo affinché il nostro Paese chieda all’Europa la revisione del criterio dell’ultima trasformazione. Un sostegno invocato anche ai comuni della maremma invitati a votare la mozione presentata da Coldiretti per modificare la disciplina del Codice Doganale dell'Unione, in particolare l’articolo 60, che consente di attribuire l’origine di un prodotto al Paese dell’ultima lavorazione sostanziale, anche quando la materia prima agricola proviene dall’estero.

Per informazioni https://grosseto.coldiretti.it/