Somalia: Save the Children, 1,85 milioni di bambini sotto i cinque anni sono a rischio di malnutrizione acuta dopo 4 stagioni consecutive senza piogge

I tagli ai finanziamenti umanitari hanno aggravato la crisi ed escluso oltre 1,7 milioni di persone dai servizi di protezione. L’Organizzazione sollecita un incremento urgente dei fondi a sostegno di 6 milioni di persone che necessitano di assistenza, da destinare in via prioritaria ad interventi di nutrizione, salute e resilienza a lungo termine

Roma: I bambini in Somalia stanno affrontando una crisi alimentare catastrofica dopo quattro stagioni consecutive senza piogge, che hanno completamente esaurito le riserve alimentari in diverse regioni. Lo afferma Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

Una nuova valutazione dei bisogni condotta in sei regioni da Save the Children[1] ha rilevato che nove famiglie su 10, ovvero il 93% delle famiglie a Benadir (Mogadiscio) e il 90% a Galgadud (Somalia centrale), hanno un consumo alimentare "scarso", poiché le riserve si sono praticamente esaurite e i bambini sono a rischio di grave malnutrizione. Solo il 2% delle famiglie riesce a mangiare adeguatamente. Secondo l’analisi dell’Organizzazione, la mancanza di cibo sta avendo ripercussioni sull'istruzione: oltre 1.100 bambini hanno abbandonato la scuola nella regione di Gedo, nella Somalia meridionale, e quasi la metà delle famiglie nella regione di Galgadud ha ritirato i figli dai percorsi di istruzione perché costretti a spostarsi e a cercare cibo.

Si stima che in Somalia 4,4 milioni di persone, quasi un quarto della popolazione, dovranno affrontare una grave insicurezza alimentare, e 1,85 milioni di bambini sotto i cinque anni soffriranno di malnutrizione acuta fino alla metà del 2026.

Gli operatori di Save the Children segnalano che sempre più famiglie sono ormai costrette a scelte drastiche per riuscire a mangiare. Nella regione di Gedi, tutte le famiglie monitorate saltano i pasti o ne riducono in modo netto la quantità. La situazione non è diversa nelle regioni di Benadir, nel sud della Somalia, e di Hiiran, nella zona centrale del Paese, dove rispettivamente l’87% e il 92% dei nuclei familiari non solo tagliano i pasti, ma sono arrivati a vendere bestiame e attrezzi da lavoro, perdendo così anche le ultime fonti di carne e latte. A gennaio, inoltre, è iniziata la stagione secca, che segue la grave emergenza siccità dovuta alla scarsità di pioggia, per la quale il governo federale ha dichiarato lo stato di emergenza nel novembre 2025, la prima volta da quando il Paese ha evitato per un soffio la carestia nel 2022[2].

La crisi è aggravata da significativi tagli ai finanziamenti per le operazioni umanitarie. La copertura dell'assistenza alimentare è diminuita drasticamente, passando da 1,1 milioni di persone nell'agosto 2025 a sole 350.000 fino a novembre. Oltre 200 strutture sanitarie e nutrizionali hanno chiuso in tutto il Paese e più di 1,7 milioni di persone vulnerabili hanno perso l'accesso ai servizi di protezione[3].

“La crisi che sta devastando la Somalia è un tradimento nei confronti dei bambini e delle famiglie più vulnerabili del mondo. Dopo anni di siccità che le hanno spinte sull'orlo della carestia nel 2022, le famiglie somale vengono abbandonate proprio quando hanno più bisogno di sostegno. La nostra valutazione, completata a dicembre, ha rilevato che in alcune aree ogni singola famiglia è costretta a ricorrere a misure estreme per sopravvivere. Molte di loro, sopravvivono con un solo pasto al giorno e i bambini arrivano nei centri sanitari in condizioni critiche. I prossimi mesi sono cruciali per prevenire morti evitabili e la comunità internazionale deve agire ora" ha dichiarato Mohamed Mohamud Hassan, Direttore di Save the Children in Somalia.

"Quasi ogni famiglia ha perso completamente i propri mezzi di sostentamento. I nostri campi di mais e sorgo sono completamente distrutti: non c'è più nulla da raccogliere. Anche il bestiame è morto — almeno il 90%, secondo le nostre stime — oppure è stato abbandonato perché le famiglie sono state costrette a spostarsi. La gente arriva al campo sfollati senza nulla: senza cibo, senza animali e nemmeno con gli utensili domestici di base” ha detto un rappresentante della comunità nel distretto di Afgooye.

Save the Children chiede alla comunità internazionale di aumentare urgentemente i finanziamenti umanitari per soddisfare i bisogni dei 6 milioni di persone che necessitano di assistenza, dare priorità al sostegno ai programmi nutrizionali e sanitari per prevenire la mortalità infantile, investire in programmi di resilienza a lungo termine e garantire che gli aiuti raggiungano le popolazioni più vulnerabili.

A dicembre 2025, Save the Children ha garantito a oltre 84.000 persone, tra cui 52.000 bambini, sostegno economico. I programmi nutrizionali hanno raggiunto 50.000 persone, tra cui 27.000 bambini, mentre i servizi sanitari hanno raggiunto quasi 30.000 persone. L'Organizzazione sta inviando team mobili per la salute e la nutrizione, autocisterne di emergenza e servizi di protezione dell'infanzia nelle aree colpite.

Save the Children lavora in Somalia dal 1951, fornendo servizi salvavita in ambito sanitario, nutrizionale, educativo e di protezione.