In Toscana quasi mille pavoncelle vulnerabili sacrificate nonostante il parere contrario dell’ISPRA e la volontà della grande maggioranza dei cittadini
Firenze: Vive, anche in Toscana, un bellissimo uccello chiamato pavoncella (Vanellus vanellus). Una specie vulnerabile, quindi minacciata di estinzione, che suscita grande interesse tra i cacciatori, non per essere ammirata e protetta, ma per essere uccisa.
Non sono gli unici responsabili - scrive l’associazione GabbieVuote - : la Regione Toscana ha infatti autorizzato, per la stagione venatoria 2025-2026, l’abbattimento di 997 pavoncelle. Quasi mille individui destinati a finire arrosto sulle tavole dei cacciatori e dei loro adepti.
Questo uccello così particolare è stato di fatto “regalato” dal governo regionale ai cacciatori contro il parere dell’ISPRA, che ha espresso in modo chiaro un giudizio sfavorevole alla proposta del Presidente della Regione. Secondo l’Istituto, il numero corretto di abbattimenti avrebbe dovuto essere 60 e non 997, sottolineando inoltre l’impatto negativo sulla popolazione svernante, incompatibile con gli obiettivi del Piano di gestione, poiché l’autorizzazione copre l’intero periodo di migrazione post-nuziale.
In sintesi, per l’ISPRA, la Regione ha semplicemente fatto male i conti.
Secondo recenti sondaggi (Fondazione Capellino, 2025), il 94% degli italiani è favorevole all’abolizione della caccia. Applicando questa percentuale ai circa 3.660.530 cittadini toscani, emerge che 3.420.898 persone, pur restando senza voce, desiderano la pavoncella viva, libera di essere osservata e ammirata per la sua bellezza, delicatezza e raffinatezza.
Dall’altra parte, 62.738 cacciatori toscani (dato 2024) e i loro sostenitori la vogliono morta, cucinata in teglia e consumata tra risate sguaiate, mostrando disprezzo non solo per un essere vivente che vuole vivere, ma anche per la volontà della stragrande maggioranza della popolazione.
Riepilogando, osservando la realtà con gli occhi di “un contemporaneo speciale, piccolo, verde, con le antenne e tre occhi”, come scritto dal giornalista e scrittore Stefano Apuzzo, nonostante la buona volontà i migliori, quando hanno potere, sono pochi e i peggiori sono tanti.
Per questo, alla pavoncella viene rivolto un perdono che i colpevoli della specie umana non chiedono. L’associazioneGabbieVuote richiama infine le parole di Lev Tolstoj, cacciatore convertito, che nel libro Contro la caccia e il mangiar carne affermava:
«Nella caccia non vedo che un atto inumano e sanguinario, degno solamente di selvaggi e di uomini che conducono una vita senza coscienza, che non si armonizza con la civiltà e con il grado di sviluppo morale a cui noi ci crediamo arrivati».