UIL Grosseto: "Per Venator NO esuberi. Soluzione che mantenga livelli occupazionali"

Grosseto: La UIL confederale esprime estrema preoccupazione e sconcerto difronte all'avvio della procedura avviata dalla VENATOR ai sensi della Legge 223 del 1991 con la quale si preannuncia l'esubero di n.41 dipendenti e si prefigura uno scenario altamente preoccupante sia dal punto di vista produttivo che occupazionale.

«Gli scenari catastrofici che si potrebbero aprire con la crisi effettiva dell'azienda - dice il Segretario di UIL Grosseto - avrebbero ripercussioni devastanti anche sull'indotto andando a colpire tutto il ciclo produttivo del polo chimico di Scarlino. Purtroppo i ripetuti incontri e le rassicurazioni da parte dell'azienda si sono rivelate delle chimere generando anche false aspettative sia nei lavoratori che nelle rappresentanze sindacali oltre che nelle istituzioni sia locali che regionali. Come UIL oltre ad attivarci per dare corpo alla protesta ed al dissenso rispetto alle decisioni di licenziamenti, chiediamo che da parte delle istituzioni locali, dei sindaci dei comuni interessati e del Presidente della Provincia si lavori per mettere in campo tutte le iniziative possibili atte a scongiurare un vero e proprio terremoto occupazionale anche pensando a strumenti alternativi che possano consentire la ripresa della produzione e lo sviluppo del polo. Chiediamo poi alla Regione di spingere per la firma del protocollo coinvolgendo anche le parti sociali al fine di individuare una strategia programmata ad ampio respiro che possa dare garanzie negli anni. La nostra provincia non può più permettersi di perdere anche solo un posto di lavoro poichè già troppe sono le vertenze aperte non ultima quella di Alival che anch'essa pochi giorni fa ha aperto le procedure di licenziamento collettivo a livello nazionale con incidenza sullo stabilimento dell'Amiata.

E' giunto il momento che le parole lascino spazio ai fatti e come UIL saremo in prima fila affianco ai lavoratori a partire da domani mattina per proporre soluzioni e garantire i posti di lavoro».