Oggi parliamo di: ... Pietro Antonio Stefano Mascagni

Oggi parliamo di: ... Pietro Antonio Stefano Mascagni

L’articolo di oggi vuole essere un omaggio al grande musicista e compositore Italiano Pietro Mascagni. Il 2 agosto è stata la ricorrenza della morte di Pietro Antonio Stefano Mascagni, avvenuta a Roma nel 1945, compositore, musicista, e direttore d'orchestra italiano, nato nella nostra Toscana a Livorno il 7 dicembre 1863, in Piazza delle Erbe, l’attuale Piazza Cavallotti. Visse a cavallo tra Ottocento e Novecento, in un contesto storico importante per la nostra Italia.


Ha occupato un posto di rilievo nel panorama musicale dell'epoca, nel 1890 la sua prima opera, Cavalleria rusticana, lo rende famoso e popolare, le altre 15 opere che seguirono gli portarono una popolarità mondiale, fu il primo compositore italiano a scrivere per il cinema muto. La Cavalleria rusticana è una novella appartenente alla prima raccolta di novelle di Giovanni Verga intitolata Vita dei campi, è una storia d' amore e di gelosie, ambientata in un paese siciliano.


“Dare Cavalleria in prosa dopo il trionfo dell'opera di Mascagni? È un rischio troppo grosso, che si può evitare di correre. (Eleonora Duse)” Nel 1927 Mascagni viene delegato dal Governo a rappresentare l'Italia per le celebrazioni organizzate a Vienna per il centenario della morte di Beethoven. Nel 1929 viene inaugurata la Reale Accademia d'Italia, fra le personalità insignite dell'ambito titolo, Pietro Mascagni è insieme ad altri personaggi dell’epoca, come Luigi Pirandello, Enrico Fermi, Gabriele D'Annunzio . Per il cinquantenario di "Cavalleria Rusticana", nel 1940, Mascagni, incide l'opera in disco aumentando la sua popolarità, utilizzando le nuove tecnologie.

“Pietro Mascagni aveva capito esattamente che il contributo più originale che la musica potesse dare al cinema non era il rafforzamento del richiamo dell'immagine alla realtà bensì il contrario, la sua capacità di trascenderlo, a livello del ritmo dettato al di là del procedere in tempo reale, sfruttando la mobilità dei livelli psicologici del tempo interiorizzato e addirittura la dimensione metaforica di un immaginario sonoro scandito sulla cadenza dei significati che stanno oltre l'apparenza. (Carlo Piccardi)”.