Massa Marittima: «Siamo al limite della legalità nella gestione del personale sanitario - così intervengono Paolo Mazzocco del Tavolo della Salute pubblica e Luciano Fedeli, riconfermato segretario provinciale del PCI -.

Il blocco delle assunzioni che la Regione Toscana sta tenacemente portando avanti nonostante l'emergenza sanitaria sta letteralmente facendo collassare il sistema, soprattutto nei territori e negli ospedali di riferimento il personale sanitario è allo stremo.

Ferie vecchie di anni, centinaia di ore accumulate, continui salti di riposo stanno causando uno stress psicofisico non più tollerabile.

La regione Toscana ha il dovere di intervenire e coloro che sostengono questa scellerata politica sanitaria sono complici.

Dopo i tagli perpetuati negli anni, sono arrivate le promesse non mantenute di assunzioni che dovevano sostenere il sistema pubblico e altrettanto grandi promesse disattese di rivedere l’organizzazione rilanciando piccoli presidi e territorio.

Così l’emergenza covid si ripropone ancora mettendo in risalto quelle carenze che rischiano di diventare croniche e non danno possibilità di ripresa.

Come ci si adopera? Spostando il personale da un presidio ad un altro come nel caso della pneumologia e sospendendo le attività come sembra si stia verificando nel presidio di Massa Marittima dove, causa la carenza di personale al pronto soccorso, il personale infermieristico di un reparto è stato destinato a sopperire alla prima porta d’ingresso dell’ospedale, appunto il pronto soccorso.

E il reparto? Le attività temporaneamente sospese, non chiuse ci mancherebbe, non si fanno ma non si chiude e senz’altro la situazione sarà monitorata dagli esperti che, in caso di necessità, trasporteranno chi ha bisogno, in altri presidi. Una situazione intollerabile e inaccettabile ma che dimostra come i disegni per la sanità sul nostro territorio siano altri e non le parole dette che fanno parte ormai di copioni vecchi e conosciuti.

Ci chiediamo anche perché non si rimette in discussione l’organizzazione aziendale che ha visto molti infermieri e professionisti essere spostati nel tempo alla direzione amministrativa a far crescere il mare di burocrazia.
Oggi risulterebbero utili e starebbero bene nei reparti dove c’è un bisogno vero che era emerso già prima del covid. Anche questa sarebbe una risposta reale in un momento di grande emergenza».