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La settimana santa e le celebrazioni religiose che l'accompagnano hanno sempre rivestito un particolare significato nella tradizione di questa comunità.

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di Massimo Ciani

Tre anni fa ci lasciava Luciana Cordovani. Molti si chiederanno chi era, ma i grossetani diversamente giovani come me alla notizia non sono rimasti impassibili. Luciana era l'anima del piccolo zoo di Rispescia.

cuore amore festa del papà.jpgdi Massimo Ciani

Una rivisitazione della festa di San Giuseppe ed un pensiero affettuoso, alla maniera esclusivamente toscana, rivolto a tutti i babbi.

Babbo, parola che suona così bene, con tutte le sue labiali, e che mette nell'angolo quel papà che sa tanto di pepè ovvero di trombetta di carnevale. Il mi' babbo....o babbo...babbino....parole che fanno musica agli orecchi ed al cuore.

mimosa-673238_640.jpgdi Massimo Ciani

Nel giorno della festa della donna un piccolo spazio va dedicato alle donne grossetane di una volta. Facciamolo attraverso questo affettuoso dipinto di parole di una vecchia grossetana, Maria Palombo. Riflette quel che rimane dell'anima popolare di questa comunità. Maria ha scavato nella sua memoria e ha estratto figure di donne grossetane che già i più anziani tra noi faticano a ricordare.

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Quando si parla di mercato del giovedì ti ritrovi con la mente o con il corpo o con tutti e due fuori Porta Vecchia. Al mercato delle merci, degli ambulanti. Il vero mercato di Grosseto non era quello. Non è mai stato quello.

Massimo Ciani.jpgdi Massimo Ciani

Questa volta facciamo un bel salto all'indietro. Grosseto era una città che trasudava umanità. Mestieri come il suo a quei tempi aiutavano solo a sopravvivere. Io ero un ragazzetto.

20170511234324-2601f477.jpgdi Massimo Ciani

Ciascuno ha i ricordi della sua Befana. Ciascuno ricorda le proprie lacrime quando la crudeltà di un coetaneo gli ha rivelato che la befana è un invenzione. La mia befana è infissa nella memoria come un chiodo che nessuna pinza riuscirà a svellere.

fireworks-1102872_640.jpgdi Massimo Ciani

L'aria è frizzante. Sa d’inverno. Del mio, del nostro inverno. Quando Grosseto, nella notte, non dorme perché non vuol dormire. I lampioni la corteggiano e lui, sornione, sta con un occhio aperto e uno chiuso. Il corso , per una volta, non si lamenta. C’è tanta gente in giro, stanotte.

nature-1906853_640 stelle natale.jpgdi Massimo Ciani

Mentre il Corso piange le sue borchie dorate, le botteghe, una dopo l'altro spengono le vetrine e calano le saracinesche, in un metallico sferragliare che pare un lamento sommesso. La cattedrale distende le sue ombre sulla scalinata di marmo.

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Il Natale della mia infanzia era lontano parente di quello di oggi. Di certo vissuto più profondamente e socialmente. Festività soprattutto religiosa, lasciava comunque spazio ad una laicità più consapevole.

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55 anni fa in Maremma non si dormiva. E non per insonnia. Una pioggia "come le funi" insisténte e continua alimentava brutti pensieri. Eppure almeno in citta' nessuno pensava all'alluvione.

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Nel paesone che era ed è rimasto Grosseto quando ero adolescente emergeva un locale da ballo e di musica dal vivo che si chiamava EDEN. Giovani e meno giovani s’incamminavano sulla salitina che porta sulle mura da via Mazzini e te lo trovavi davanti.

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Anche Rodolfo se ne è andato. Intendo Rodolfo Nofri. Lo scontroso imprevedibile a volte scostante corniciaio ma soprattutto pittore virtuoso padrone di colori e pennelli. Non mi intendo di pittura anche se mia moglie e' acquerellista ma i quadri di Rodolfo, che ho avuto rare occasioni di vedere, mi hanno riempito di sensazioni indescrivibili e sconvolgenti.

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Il pattino. Le lunghe code per averlo a noleggio. Le spinte vigorose a braccia per spingerlo verso il largo. Che sensazione mettere i piedi nell’acqua mentre il compagno di viaggio armeggiava sui remi e imprecava contro di te che frenavi….

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Faceva caldo anche nelle mie estati giovanili e non lo si commentava tanto come ci scappa di fare oggi. Quando avevi messo una bella stecca di ghiaccio comprato dal Sampieri nella ghiacciaia, con dentro un bel cocomero, del caldo te ne poteva importare il giusto.

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"La vigilia di San Lorenzo. La processione. Quanti ricordi, specie di bambino. Piazza della Vasca. Sulle spalle di babbo. Per riuscire a vedere i butteri a cavallo che fanno da scorta alla statua del santo con la graticola. Sì. Proprio lui. Lorenzo.

marina di grosseto.jpgdi Massimo Ciani

La storia di San Rocco alias Marina è popolata di personaggi e sarebbe davvero piacevole ricordarli e ricordarseli. Perchè dai commenti emergono tanti particolari che i più non conoscevano.

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Il chiosco del Ciapetti a Villa Gaia era una gemma incastonata nel verde di una pineta magica. Lì c’era il capolinea degli autobus. Della RAMA, che ha segnato la mia vita e quella della mia famiglia (mio babbo vi ha lavorato per quarant'anni) e della CEA del Generale.

cocomeri_bn.jpgAccomodiamoci sull’autobus del ricordo e percorriamo un altro breve tratto dell’estate maremmana di un tempo.

di Massimo Ciani

I venditori di cocomero. Quattro strade di Marina una volta. Che sembra ieri ma di tempo ne è trascorso, eccome. Quando arrivavi in prossimità del quadrivio, da qualunque direzione provenissi e qualunque fosse l’ora del giorno o della notte, venivi accecato dalle luci di Abu Dhabi.

falò fuoco festa san giovanni.jpgdi Massimo Ciani

Nella notte di San Giovanni la tradizione contadina proponeva i fuochi. Tanti falò accesi che illuminavano a giorno campagne addormentate. Specie in cima alle colline, in modo da poter rotolare lungo i pendii come tante ruote infuocate.