Grosseto: «Stiamo assistendo ad un lockdown di fatto» Giovanni Caso, presidente provinciale di Confesercenti Grosseto, commenta così i dati su commercio, turismo, ristorazione e i primi giorni di saldi in Maremma.

Se in autunno si era potuta constatare una lenta ma graduale ripresa, da circa un mese sembra essersi di nuovo tutto cristallizzato.

L'aumento dei contagi ha instillato nuova paura tra la gente. Portando molti a rinchiudersi nuovamente in casa, e questa volta volontariamente.

«È dal 20 di dicembre che sono iniziate a fioccare le prime disdette – precisa Massimiliano Mei, presidente provinciale Fiepet – come sono risaliti i contagi, la gente si è chiusa in casa. Alle dieci di sera per le strade non c'è nessuno, come ci fosse il coprifuoco. Molti locali tra l'altro hanno deciso di chiudere dopo la Befana e ancora devono riaprire, qualcuno è stato costretto a chiudere per mancanza di personale, e altri perché i clienti non ci sono, hanno paura o sono in quarantena. Quello che temiamo è che la situazione resti la stessa almeno per un altro mese».

Sulla stessa lunghezza d'onda Amedeo Vasellini, vicepresidente provinciale Confesercenti: «Mentre negli ultimi due anni non c'erano mai state assenze di personale, ora, all'opposto, tra isolamento per contatto, positività o autosorveglianza, in molte strutture mancano proprio i dipendenti. In più la clientela è fortemente diminuita. In questo periodo c'era un'utenza legata a congressi, concorsi, corsi di formazione, convegni. Tutte cose che sono saltate. La formazione si fa on line, tutto il resto è rinviato. Chi non era stagionale e restava aperto, contava su una clientela “business” che è venuta meno».

Di fatto, tra positivi e persone preoccupate, la gente sembra essersi messa in auto lockdown. A questo si aggiunge la ripresa dello smart working (con conseguente stop ad esempio alla pausa pranzo o caffè). La paura frena spesa e consumi. Secondo un'indagine nazionale di Confesercenti il 50% delle persone intervistate sta rinunciando a frequentare bar e ristoranti, e circa il 30% ha ridotto anche gli acquisti nei negozi per paura di assembramenti.

«L’aumento dei contagi ha creato un clima di sfiducia che sta frenando i consumi delle famiglie – afferma Giovanni Caso presidente provinciale di Confesercenti -. Un problema soprattutto per le piccole e piccolissime imprese italiane del turismo, della ristorazione, del commercio e dei servizi. Così si rischia di mettere la parola fine alla ripresa. Per questo servono immediatamente nuove misure di sostegno e la proroga degli ammortizzatori sociali».

Anche Massimiliano Mei chiede «Aiuti veri. Il calo di fatturato unito all'aumento delle bollette sta creando un forte disagio». Sulla stessa lunghezza d'onda Amedeo Vasellini che precisa: «Chiediamo aiuto pari al calo di fatturato, ma anche altri tipi di interventi, per esempio che non venga fatta pagare la tassa sui rifiuti, che è fissa, sia che l'albergo sia pieno sia che non ci sia nessuno, un problema che in questo momento si sente particolarmente».