La campana del Costa Corcordia.jpgArtemare Club, come per gli anniversari delle vittime del Moby Prince, abbruna il vessillo nella propria sede di Porto Santo Stefano per le 32 persone tra crocieristi e membri dell'equipaggio che hanno perso la vita la notte tra il 13 e 14 gennaio

La targa all'Isola del Giglio che ricorda le 32 vittime della notte del naufragio del Costa Concordia.jpgdi dieci anni fa con il Costa Concordia, la più grande nave per tonnellaggio naufragata nella storia della navigazione. Dayana Arlotti, Williams Arlotti, Elisabeth Bauer, Michael Blemand, Tomás Alberto Costilla Mendoza, Maria D'Introno, Sándor Fehér, Horst Galle, Christina Mathilde Ganz, Norbert Josef Ganz, Giuseppe Girolamo, Jeanne Yvonne Gregoire, Pierre André Émile Gregoire, Gabriele Maria Grube, Guillermo Gual Buades, Barbara Ann Heil, Gerald Frank Heil, Egon Martin Hoer, Mylene Lisiane Marie Théreèse Litzler, Giovanni Masia, Jean Pierre Micheaud, Margarethe Neth, Russel Terence Rebello, Inge Schall, Johanna Margrit Schroeter, Francis Servel, Erika Fani Soria Molina, Siglinde Stumpf, Maria Grazia Trecarichi, Luisa Antonia Virzì, Brunhild Werp e Josef Werp sono nomi riportati in una targa sull'Isola del Giglio a loro si aggiunge il sub spagnolo Israel Franco Moreno morto sotto il relitto durante lavori di rimozione. Dal 2015, l’amministrazione dell’isola ha istituito la "Giornata delle vittime della Costa Concordia". Tanti gli eventi civili e religiosi nel rispetto delle regole anticovid tra l'Isola del Giglio e Grosseto, capoluogo “delle contrade marittime” e luogo del processo ai responsabili della tragedia marittima, per ricordare il decennale ampiamente raccontato in questi giorni da tutti i media anche stranieri.

Il vessillo abbrunato per il decennale delle vittime del Costa Conrdia ad Artemare Club.jpgArtemare Club biasima i possessori di cimeli del naufragio apparsi in questi giorni su video social e su importanti riviste, ritenendoli ostentatori di macabro collezionismo, sperando per loro di averne titolo al possesso. E’ dal marzo del 2012 che non si hanno più notizie della campana del Costa Concordia e di articoli della gioielleria di bordo. Per quanto riguarda imbarcazioni e salvagenti, parte di arredi, coperte e valigie, indumenti e libri altri scampoli di vita abbandonati dai passeggeri e dal personale di bordo nella drammatica notte, recuperati trovarono posto in un magazzino tra Talamone e Fonteblanda dove furono ammassati per essere smaltiti nel tempo, pare che la Procura della Repubblica con il relativo l'elenco era interessata a verificare lo smaltimento secondo le regole. La Regione Toscana da parte sua ha costituito dal 2017 per documenti, foto, audio e video provenienti anche da enti, associazioni e privati cittadini l’Armadio della Memoria per commemorare la strage della Costa Concordia ma anche quelle del Moby Prince e della stazione di Viareggio, presso la Biblioteca della Toscana “Pietro Leopoldo” a Palazzo Cerretani a Firenze. Ad imperitura memoria!

Prima pagina di testate nazionali con la notizia del naufragio del Costa Concordia della collezione Artemare Club.jpg