confcommercio grosseto.jpgPandemia da covid, ma anche gli eccessivi rincari: due facce della stessa medaglia che stanno mettendo ancor più a dura prova l’economia. Nella “triste lista” delle categorie più a rischio, secondo Confcommercio Grosseto adesso ci sono anche i distributori di carburante.

Grosseto: L’Associazione commercianti, con i dati alla mano del “suo” sindacato di categoria Figisc, lancia un nuovo allarme: “Dalle nostre stime, il 30 percento dei distributori di carburanti potrebbe chiudere entro l’anno, ecco perché bisogna subito fare qualcosa per evitare l’ennesimo disastro ai danni delle nostre imprese locali”.

Le cause, secondo Ascom, sono molteplici, a partire dal crollo dei consumi, l’aumento del prezzo di benzina e gasolio, e – non certo ultimo - l’incremento “eccezionale” dei costi dell’elettricità.

“Una concatenazione di fattori che stanno producendo un effetto disastroso – spiegano dalla Confcommercio di Grosseto – In particolare si pensi ai rincari sull’energia, e di quella luce che consente alle insegne e alle pompe di benzina di essere viste e di essere usate per tutta la notte. Ebbene, sappiamo che una stazione di medie dimensioni nel dicembre 2020 sborsava una cifra come 2.500 euro, che sono diventate oltre 5.000 euro nella bolletta dello scorso mese. Questi rincari si traducono in maggiori oneri complessivi, che sono insostenibili”.

Ascom Confcommercio anticipa le prossime mosse. “Siamo molto preoccupati, ma certo, come sindacato di categoria, non staremo solo a guardare – concludono dall’associazione con sede in viale della Pace - Alle compagnie petrolifere la Figisc Confcommercio, infatti, ha intenzione di chiedere un contributo per sostenere i gestori e, in più, scriveremo ai ministeri dello Sviluppo Economico e della Transizione ecologica perché i ristori riguardino anche questo settore. A dire il vero, il sindacato sta pensando anche all’eventualità, molto forte, di chiedere ai gestori di spegnere le proprie insegne di notte”.