Inattività giovanile, Cna: il dialogo tra scuola e impresa può contrastare il fenomeno

Saverio Banini, presidente di Cna Grosseto, commenta i dati e le proposte che l’associazione a livello nazionale ha presentato alle Commissioni riunite Cultura e Lavoro. “Nella nostra realtà siamo attivi da tempo, anche con il progetto ‘Artigiani del futuro’ e il concorso ‘IdeArti’”.

Grosseto: “In Italia sono 1,4 milioni i giovani inattivi tra i 25 e i 34 anni, il 23,4% della popolazione contro il 13,9% della media Ue, e oltre uno su quattro è laureato: numeri che dimostrano quanto sia urgente rafforzare il legame tra formazione e lavoro e coinvolgere pienamente le imprese nell’azione di contrasto all’inattività giovanile”. Sono i dati che i rappresentanti di Cna e altre imprese hanno illustrato alle Commissioni riunite Cultura e Lavoro della Camera, nell’ambito dell’esame della proposta di legge, che istituisce la Giornata nazionale per il contrasto all’attività giovanile.

“Il fenomeno dell’inattività giovanile unito all’invecchiamento della popolazione che il nostro Paese sta vivendo – dichiara Saverio Banini, presidente di Cna Grosseto – ha gravi ripercussioni sulla tenuta economica anche della nostra provincia. Per questo la nostra associazione ha espresso apprezzamento per la proposta di legge, che è un tassello utile per contrastare questa tendenza, ma che va accompagnato con un piano stabile di politiche formative e occupazionali”.

“La nostra associazione – continua Banini – è attiva da tempo nel portare avanti, sia a livello locale che nazionale, un percorso di dialogo e confronto con le scuole. Anche in questo senso va letto il protocollo che Cna nazionale ha sottoscritto con il Ministero dell’Istruzione per creare una collaborazione solida tra scuola e impresa, soprattutto per le attività di orientamento e i percorsi per la formazione scuola lavoro, l’ex Pcto. Siamo convinti, infatti, che aprire le porte delle nostre imprese, che operano su più settori, agli studenti possa favorire la conoscenza delle tante opportunità di lavoro e crescita che queste rappresentano e sostenere anche la creazione di nuove imprese, che è quello che anche Cna Grosseto, su scala locale, fa d tempo con il progetto ‘Artigiani del futuro’, che crea un legame tra impresa e scuole superiori del territorio e che ha dato vita, da due anni al concorso ‘IdeArti’, per premiare e sostenere le migliori idea di impresa proposta dagli studenti degli istituti superiori della provincia. Il nostro obiettivo e far comprendere ai giovani lavoratori e ai futuri artigiani che lavorare in un’impresa artigiana o avviare un percorso di apprendistato non è mai tempo perso e che imparare i mestieri artigianali potrà dare loro, in futuro, maggiori possibilità di inserimento lavorativo, rispetto ad altri candidati”.

Dagli ultimi dati raccolti, in Italia si è registrato un miglioramento complessivo del mercato del lavoro, con una crescita del 7,9% dell’occupazione giovanile tra il 2021 e il 2025 e una riduzione dei Neet al 12,4% nel secondo trimestre 2025, ma rimane tra i Paesi europei con la più alta incidenza di inattività giovanile.

Per questi motivi “…occorre rafforzare l’orientamento lungo tutto il percorso scolastico, valorizzare i canali tecnici e professionali, rilanciare l’alternanza scuola-lavoro e soprattutto potenziare l’apprendistato, considerato il più efficace strumento di ingresso qualificato nel mercato del lavoro”, precisa Banini. “L’artigianato rappresenta già una realtà virtuosa, con una quota di apprendisti pari al 10,9% delle assunzioni, quasi il doppio della media nazionale. E per continuare a migliorare, abbiamo chiesto di ripristinare la decontribuzione totale per i primi tre anni di apprendistato nelle imprese artigiane e nelle aziende fino a nove dipendenti, oltre a introdurre incentivi stabili per il tutoraggio svolto in prevalenza dai titolari della microimprese”.

Le tre direttrici che Cna e le altre associazioni hanno illustrato in Commissione riguardano: l’istituzione di un tavolo ministeriale permanente che coinvolga le parti sociali, con il compito di monitorare in modo continuativo l’inattività giovanile e individuare soluzioni condivise anche sul fronte del mismatch di competenze; diffondere tra le giovani generazioni la conoscenza delle opportunità dell’impresa artigiana, capace di offrire autonomia, creatività e percorsi professionali concreti, in linea con le aspettative dei nuovi lavoratori; la creazione di lavoro di qualità, facendo comprendere ai giovani che nell’impresa, e in quella artigiana in particolare, esistono possibilità reali per sviluppare talento, costruire progetti di vita e accedere a un sistema di tutele che la contrattazione collettiva artigiana garantisce attraverso ammortizzatori sociali, welfare integrativo, formazione continua e sicurezza sul lavoro.

“L’impresa artigiana – aggiunge Banini – è un luogo di apprendimento autentico, dove si integrano competenze tecniche, responsabilità, autonomia professionale, innovazione: sono questi gli elementi che nel dialogo tra scuola e impresa devono emergere, perché costituiscono concrete opportunità per i potenziali imprenditori e artigiani di domani”.