Evento nazionale di partecipazione attiva e di raccolta pubblica di fondi. sabato 11 e domenica 12 ottobre 2025. Visite a contributo libero in 700 luoghi
Roma: Oltre 700 luoghi eccezionali, solitamente non visitabili, poco conosciuti e lontani dai consueti itinerari turistici, saranno protagonisti delle Giornate FAI d’Autunno 2025, in programma sabato 11 e domenica 12 ottobre in 350 città, da nord a sud della Penisola. Torna per la quattordicesima edizione il grande evento di piazza che il FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dedica ogni autunno al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese: una festa diffusa – organizzata dalle Delegazioni FAI e dai Gruppi FAI sul territorio, con l’importante partecipazione dei giovani volontari – che conferma l’impegno della Fondazione nel promuovere presso la cittadinanza, più larga possibile, la conoscenza del patrimonio, ricchissimo e variegato, di storia, arte e natura del nostro Paese, per favorirne la tutela e la valorizzazione con il contributo di tutti, e così svolgere la sua missione di educazione culturale e civica (elenco dei luoghi aperti e modalità di visita consultabili su www.giornatefai.it).
Pereta
Pereta è un tipico borgo medievale fortificato, situato su un’altura nella valle dell’Albegna, lungo la strada provinciale Amiatina che collega la costa d’Argento alla montagna maremmana, a circa trecento metri sul livello del mare. Pereta seguì le vicende delle lotte tra la Repubblica di Siena e la Contea Aldobrandesca. Per la sua posizione strategica, Pereta finì nelle mire espansionistiche di Siena, che se ne impadronì nel 1383. Pereta legò la propria storia a quella di Siena per oltre un secolo e mezzo fino alla caduta della Repubblica. La visita inizierà dalla maestosa Porta di Ponente, innalzata tra la fine del Trecento e il primo decennio del Quattrocento, dalla quale si accede al borgo le cui costruzioni più antiche risalgono al XIV secolo. Il percorso si snoderà tra le piccole chiese e piazze, con mirabili viste sulla campagna circonstante e consentirà di apprezzare l’evoluzione della struttura fortificata del borgo, con la sua cinta muraria interna di epoca aldobrandesca e la successiva cinta esterna di epoca senese. Toccherà, infine, la famosa Torre, in origine un piccolo cassero, che solo successivamente venne elevato dai senesi divenendo una struttura d’avvistamento e poi torre dell’orologio. La torre, a pianta quadrata, risulta essere con i suoi ventinove metri la più alta struttura turrita della Maremma.