Un team di professionisti, guidati dal Professore Antonio Aversa dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, ha proposto un percorso innovativo avvalendosi di una tecnica chirurgica mai applicata in questo contesto, di uno specialista in scienze motorie e di una equipe di psicologi, portando ad un eccellente risultato: miglioramenti dell’immagine corporea e identitaria, della forza fisica e del benessere emotivo, riduzione di ansia, depressione e disforia di genere.
La nuova frontiera della mastectomia per la conferma di genere non si avvale soltanto della chirurgia tradizionale. A dimostrarlo un’equipe di studiosi, coordinata dal professor Antonio Aversa dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, che ha attestato come le quattro “arti” insieme riescano a restituire a questi individui un’immagine corporea e identitaria, forza fisica e benessere emotivo, riduzione di ansia, depressione e disforia di genere. Infatti, l’utilizzo della mastectomia di genere associata alla ‘scultura muscolare’ – spiega il Dr. Cristiano Monarca chirurgo plastico presso la Casa di cura Quisisana di Roma – viene applicato per la prima volta all’intervento tradizionale di mastectomia, per ottenere un aspetto ancor più virile del torace, più appagante e coerente al desiderio ed alla aspettativa del paziente. Anche il sostegno psicologico gioca da sempre un ruolo chiave per il successo dell’operazione.
In questa ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica “Sexes” (disponibile qui:https://www.mdpi.com/2411-5118/6/4/57), ha fornito un importante contributo l’Università degli Studi Niccolò Cusano, grazie al lavoro dell’equipe guidata dal professor Ettore D’Aleo e con la collaborazione de i professori Lorenzo Campedelli, Mara Lastretti ed Emanuela Greco. La pubblicazione documenta un caso clinico di mastectomia gender-affirming con tecnica chirurgica personalizzata, valutazioni psicologiche e fisiche integrate, accompagnata da una revisione sistematica della letteratura sull’impatto psico-fisico di questo intervento.
La mastectomia è stata realizzata in un uomo transgender di 23 anni con corporatura inizialmente obesa, e l’approccio endocrinologico lo ha portato ad eseguire intervento in condizioni normopeso e macromastia bilaterale; il risultato a 12 mesi ha mostrato un’integrazione corporea completa, con ottima simmetria e soddisfazione estetica, senza complicanze. Il gruppo coordinato dal professore D’Aleo - docente di Valutazione della Personalità all’Unicusano - ha applicato un protocollo psicologico multimodale con strumenti psicometrici e proiettivi che hanno dimostrano come la mastectomia gender-affirming non agisca solo sul piano somatico ma attivi un processo profondo di riorganizzazione identitaria e di embodiment. Inoltre i test di performance fisica hanno confermato un notevole aumento della forza muscolare e una progressiva armonizzazione tra immagine corporea e percezione di sé con risultati sbalorditivi: la soddisfazione chirurgica ha toccato quasi il 100%, sono diminuiti drasticamente i sintomi di ansia, depressione e disforia di genere che accompagnano solitamente i pazienti in questo percorso, si è avuto un impatto positivo su qualità della vita, sull’immagine corporea e sul funzionamento sociale.