Grosseto: "Osserviamo con crescente preoccupazione l’evoluzione impressa dalla giunta Vivarelli Colonna alla gestione della nostra città. L’avvio dell'attività dell’ufficio relazioni internazionali, con il coinvolgimento diretto di una ristretta cerchia di imprenditori, non è solo una scelta amministrativa: è il riflesso locale di una deriva politica e culturale profonda, lucidamente analizzata di recente dal direttore di Limes, Lucio Caracciolo.
Quello che sta accadendo a Grosseto sembra la trasposizione in miniatura di quel progetto che mira alla privatizzazione dello Stato (o, nel nostro caso, dell’ente locale) attraverso una convergenza di interessi tra istituzioni e gruppi di potere economico. Caracciolo ci avverte che siamo entrati nell’età “delle transazioni”, dove “la politica smette di seguire regole istituzionali e democratiche trasparenti per diventare un terreno di accordi diretti, spesso basati sulla forza o sulla vicinanza personale”.
Coinvolgere una "cerchia di imprenditori" in un ufficio pubblico è la firma di questa "deriva manageriale della politica". In questa visione, il sindaco non è più un leader politico che risponde alla comunità, ma un manager che gestisce relazioni per estrarre capitale, mentre il cittadino viene declassato a semplice "risorsa umana". Si rompe così quel legame sociale fondamentale: se non c'è più una società coesa ma solo individui e portatori di interessi economici di fronte al potere, la democrazia stessa entra in crisi.
C'è poi una sottile ipocrisia in questo "internazionalismo di una certa destra". Caracciolo parla esplicitamente di una "internazionale dei nazionalisti": leader che a parole esaltano l'identità locale o nazionale, ma che nei fatti utilizzano le reti internazionali per favorire i propri partner economici e consolidare il potere di un’élite che si sente molto più vicina ai propri "pari" globali che non ai propri concittadini.
Denunciamo con forza questo modello. Grosseto non può essere gestita come una "Trump Organization" locale, dove la fedeltà e l'interesse privato prevalgono sul merito e sul bene comune. La politica deve tornare a occuparsi della costruzione di un futuro comune e delle istituzioni pubbliche, invece di farsi trasportare dalla corrente di un pragmatismo aziendale che avvantaggia pochi e ignora i molti.
Chiediamo trasparenza totale sulle attività di questo ufficio: i cittadini di Grosseto hanno il diritto di sapere se la loro amministrazione sta lavorando per la città o se sta semplicemente allestendo un tavolo per le transazioni private di una cerchia ristretta.
Le più alte istituzioni locali non possono diventare lo strumento per l’internazionalizzazione delle imprese private.
La recente missione a Dubai e Abu Dhabi, giustificata dalla Giunta con la necessità di agganciare mercati in forte crescita e hub logistici mondiali, certifica l'inutilità di uno sforzo amministrativo su un terreno che non le compete e che è già densamente presidiato da soggetti preposti, pubblici e privati, a ogni livello, che hanno già raggiunto risultati ragguardevoli, anche senza il supporto del Comune di Grosseto. È lo stesso Comune che lo dichiara in conferenza stampa.
Siamo di fronte a una vera e propria forzatura. Una confusione di ruoli che fa perdere la bussola e crea discriminazioni, sia nello stesso ambito imprenditoriale, sia negli aspetti sociali dell’intera comunità grossetana, la quale percepisce ancora di più un allontanamento delle proprie istituzioni dai problemi reali di tutti i giorni.
Tutto ciò è oltretutto malamente enfatizzato da un modello di comunicazione istituzionale esageratamente sbilanciato verso i personalismi interni all’istituzione, ergo profondamente sbagliato", conclude Giacomo Gori, Consigliere Comunale M5S.