Equidi, Vivarelli Colonna: serve equilibrio, no a scelte ideologiche che penalizzano la filiera e i territori rurali

Vivarelli Colonna chiede equilibrio nella legge sugli equidi, evitando scelte ideologiche che penalizzino la filiera e i territori.

Grosseto: Il Sindaco di Grosseto e consigliere del Vicepremier Antonio Tajani per l’agroalimentare e le relazioni internazionali, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ha trasmesso al Vicepresidente del Consiglio alcune osservazioni tecniche ed economiche sull’iter parlamentare relativo alla proposta di legge AC 48, attualmente in discussione alla Commissione Agricoltura della Camera, che punta al riconoscimento degli equidi come animali d’affezione e al conseguente divieto di macellazione e consumo delle carni.

“Pur nel rispetto delle sensibilità etiche che accompagnano il dibattito – sottolinea Vivarelli Colonna – è necessario evitare approcci ideologici che rischiano di produrre effetti economici pesanti su una filiera produttiva reale, fatta di imprese, lavoro e territori rurali”.

La filiera equina italiana, pur essendo di nicchia, coinvolge allevamenti, trasporto specializzato, trasformazione e distribuzione, operando sotto rigorosi standard europei di sicurezza alimentare e benessere animale. Secondo Vivarelli Colonna, un divieto introdotto unilateralmente dall’Italia creerebbe una forte asimmetria competitiva rispetto ad altri Paesi UE dove il consumo di carne equina resta legale e regolamentato, con il rischio concreto di delocalizzazione della filiera e aumento delle importazioni.

“Il paradosso – evidenzia – sarebbe quello di penalizzare esclusivamente gli operatori italiani, senza incidere realmente sui consumi, a causa del principio europeo della libera circolazione delle merci”.

Nel documento inviato al Vicepremier viene inoltre richiamato il progressivo calo delle macellazioni equine registrato negli ultimi anni, passate da oltre 70 mila capi annui nel 2012 a circa 22 mila nel 2024 secondo dati ISTAT: “Il mercato sta già evolvendo spontaneamente – osserva – e proprio per questo occorre prudenza prima di introdurre norme radicali che rischiano effetti sproporzionati”.

Particolare attenzione viene posta anche sulle ricadute strutturali per gli allevamenti: dai cavalli da lavoro e sportivi agli asini da latte impiegati in ambito terapeutico e cosmetico, la filiera necessita di processi di selezione indispensabili alla sostenibilità economica e gestionale del settore.

“Le scelte legislative devono tenere insieme etica, economia e realtà produttiva – conclude Vivarelli Colonna –. Serve un confronto serio con le organizzazioni agricole e una valutazione preventiva di impatto economico e occupazionale, per evitare decisioni che mettano in difficoltà imprese e territori senza reali benefici concreti”.