L'Alternativa: "Nessun progetto di rigenerazione urbana per Vetulonia, Tirli e Buriano"

Castiglione della PescaiaLa pubblicazione, su un noto quotidiano regionale, dell’articolo dedicato al “Progetto Toscana Diffusa” promosso dalla Regione Toscana riaccende i riflettori su un tema fondamentale per il futuro dei territori: la rigenerazione urbana come strumento concreto per restituire vita ai piccoli borghi che negli ultimi anni si stanno progressivamente svuotando. La Lista L'Alternativa chiede all'Amministrazione quali proposte sono state fatte per il territorio.

«Parliamo di numeri importanti - si legge nella nota -: 13,7 milioni di euro destinati a 28 borghi toscani, con interventi mirati al recupero di scuole, piazze, edifici pubblici e frazioni storiche. Un investimento che non è solo edilizio, ma sociale, culturale ed economico. Perché rigenerare significa riportare servizi, creare opportunità, incentivare la residenzialità e contrastare lo spopolamento. È sotto gli occhi di tutti che molte frazioni toscane abbiano perso negli anni abitanti e servizi essenziali: scuole chiuse, uffici postali ridimensionati, ambulatori assenti, attività commerciali che abbassano le serrande. La rigenerazione urbana nasce proprio per invertire questa tendenza, restituendo centralità ai territori periferici e alle comunità locali. Alla luce di questo scenario, ci chiediamo: quali progetti ha presentato e candidato il Comune di Castiglione della Pescaia per le frazioni di Vetulonia, Buriano e Tirli?».

«Castiglione della Pescaia - spiega L'Alternativa - ha un patrimonio straordinario fatto di storia, identità e paesaggi unici. Frazioni come Vetulonia, Buriano e Tirli rappresentano non solo un valore culturale, ma anche un potenziale straordinario in termini di sviluppo sostenibile e turismo di qualità. Eppure, dal 2011 ad oggi, non risultano progetti strutturali significativi volti a una vera rigenerazione urbana di queste realtà. Anzi, si è assistito progressivamente alla perdita dei servizi più elementari, con conseguente indebolimento del tessuto sociale. Crediamo che vi sia una certa confusione nell’interpretazione stessa del concetto di rigenerazione urbana. Rigenerare non significa semplicemente costruire nuove volumetrie o insediare grandi strutture commerciali. Non è sufficiente realizzare un centro commerciale per parlare di rilancio dei borghi o di riequilibrio territoriale. La rigenerazione urbana è recupero del patrimonio esistente, è riqualificazione degli spazi pubblici, è sostegno alle piccole attività locali, è incentivazione alla residenza stabile, è investimento sui servizi di prossimità. È creare comunità, non spostare flussi commerciali. Sorprende, inoltre, che il nuovo centro commerciale sia stato presentato come un modello di rigenerazione urbana, tanto da arrivare a organizzare un convegno nelle sale parlamentari con la partecipazione di parlamentari locali per illustrarne i presunti benefici. Un’operazione che appare più come una legittimazione politica che come una reale risposta ai bisogni delle frazioni. Se davvero vogliamo parlare di “Toscana diffusa”, dobbiamo partire dai borghi storici, dalle frazioni che rischiano di spegnersi, dalle scuole che potrebbero riaprire come poli civici, dagli edifici pubblici abbandonati che potrebbero tornare a essere centri di aggregazione».

«La vera domanda - conclude la Lista L'Alternativa - è semplice e diretta: Castiglione della Pescaia ha intercettato queste risorse? Ha presentato progetti per Vetulonia, Buriano e Tirli? Ha una visione strategica per il futuro delle frazioni? La rigenerazione urbana non è uno slogan né un titolo su un giornale. È una scelta politica chiara: decidere se investire sulle comunità e sui borghi storici oppure continuare a concentrare sviluppo e servizi in poche aree, lasciando il resto del territorio in un lento declino. I cittadini meritano risposte, trasparenza e soprattutto una progettualità concreta. Perché senza una visione, anche i milioni stanziati rischiano di diventare occasioni perse».