Guardia di Finanza in Comune: dalle “polemiche” al caso contabile

Gori: «Non era cabaret ma tutela della cosa pubblica. Ora indaga la Corte dei Conti sulle missioni all’estero e sulla gestione dell’ufficio relazioni internazionali».

Grosseto: "L’intervento degli uomini della Guardia di Finanza in Comune, su mandato della procura della Corte dei Conti, trasforma quelle che l'amministrazione definiva "polemiche da cabaret" in un caso amministrativo e giudiziario di estrema gravità". Queste le dichiarazioni del Consigliere Comunale di Grosseto Giacomo Gori capogruppo del Movimento 5 Stelle.

"Dinanzi a questo scenario - continua Gori - , mi trovo costretto a constatare di essere stato un facile profeta: i dubbi che avevo sollevato sulla trasparenza e sulla gestione delle missioni all’estero, non erano "riflessi comunisti", ma preoccupazioni fondate sulla tutela della cosa pubblica.

A questo punto, ritengo che la richiesta di risposte attraverso l’interrogazione consiliare che avevo promesso non serva più. L'urgenza di una risposta politica è stata infatti superata dai fatti: oggi è la magistratura contabile a cercare chiarimenti proprio sul funzionamento dell’ufficio relazioni internazionali, acquisendo atti e documenti per valutare la correttezza dell'operato dell'ente.

Il consigliere Vasellini, evidentemente portavoce dell’amministrazione comunale, ha tentato di chiudere la questione parlando di "costo zero" e sostenendo che, poiché le imprese si sono pagate il viaggio, non fosse necessario alcun bando. Tuttavia, questa visione ignora totalmente i costi indiretti ed i rischi reputazionali: l’ufficio relazioni internazionali, con il suo personale e le sue risorse pagate dai cittadini, ha lavorato per costruire questa missione. Se la macchina pubblica viene messa al servizio di una delegazione ristretta senza una chiara qualità e ampia diffusione dell’opportunità, si configura esattamente quell'utilizzo "subdolo" e poco trasparente delle istituzioni che avevo denunciato.

Recentemente - ricorda il consigliere comunale - , anche ANAC si è espressa sul fatto che gli accordi di sponsorizzazione devono essere formalizzati determinando le prestazioni, la ripartizione dei compiti e degli oneri economici tra parte pubblica e parte privata.

Le istituzioni appartengono a tutti. Utilizzare il prestigio e i canali diplomatici del Comune come "apripista" per interessi privati non può prescindere da una condotta più che trasparente, più che partecipata. Paragonare una missione ufficiale presso un'Ambasciata a una "cena in pizzeria”, come dichiarato dal consigliere comunale Vasellini, è un insulto al valore della rappresentanza istituzionale.

Non è più il tempo dei comunicati sarcastici o degli attacchi ideologici. Mentre l'amministrazione sceglieva il silenzio o lo scherno, la Guardia di Finanza entrava negli uffici per fare luce su un ambito "circoscritto e specifico" della gestione amministrativa.

Ora che la parola passa ai magistrati, resta l'amarezza di vedere il nome della nostra città accostato a indagini contabili per una gestione che, fin dall'inizio, è apparsa priva del necessario rigore e della dovuta trasparenza verso tutti i cittadini e gli imprenditori del territorio - conclude il Consigliere Comunale Giacomo Gori - meno 'fortunati', meno 'informati' e meno 'facoltosi'".