Grosseto: "L’articolo apparso sulla stampa locale che racconta la missione negli Emirati Arabi Uniti con una delegazione di cinque imprenditori, “facilitata” dal Comune, solleva più di una perplessità. Perplessità che, come opposizione, riteniamo doveroso portare all’attenzione dei cittadini", così il Gruppo consiliare Partito Democratico Grosseto.
"È vero che in data 27 gennaio il Comune ha inviato una comunicazione alle associazioni di categoria. Ma questo non può essere considerato né un bando pubblico né una reale manifestazione di interesse aperta a tutte le imprese del territorio. Non tutte le imprese sono iscritte alle associazioni, né tutte hanno avuto pari accesso alle informazioni e agli stessi tempi. La scelta di rivolgersi solo ai corpi intermedi, per di più a ridosso della partenza, non garantisce pari opportunità né trasparenza amministrativa.
La domanda quindi resta tutta: chi ha scelto questa delegazione imprenditoriale e sulla base di quali criteri oggettivi e verificabili? Non è in discussione l’eccellenza delle imprese coinvolte, che rappresentano senza dubbio realtà di valore del nostro territorio. È in discussione il metodo, perché proprio a fronte di tante eccellenze diffuse sarebbe stato doveroso adottare un percorso realmente aperto, pubblico e competitivo, e non una selezione di fatto ristretta a pochi.
Ulteriori interrogativi riguardano il ruolo dello studio legale Vasellini. Che cosa farebbe esattamente? Con quale funzione pubblica? E soprattutto: perché uno studio legale riconducibile a un consigliere comunale di maggioranza partecipa a una missione istituzionale di questo tipo? Il fatto che sia stato dichiarato che la partecipazione avvenga perché “i clienti sono interessati” è politicamente e istituzionalmente grave: qui non è in gioco l’interesse della clientela privata, ma la finalità pubblica dell’ente. Ruolo politico, attività professionale e missione istituzionale non possono essere confusi. Pretendiamo risposte puntuali e documentate anche sul fronte dei costi: dai voli (che devono essere in economy), alle strutture alberghiere, fino alle spese sostenute dalla delegazione istituzionale. I cittadini sono particolarmente sensibili su questi temi e non accettano spese allegre "mascherate" da promozione economica.
Ma il nodo centrale resta politico e amministrativo: un Comune non può privilegiare alcuni soggetti economici rispetto ad altri, né può svolgere attività assimilabili a quelle d’impresa se non nei limiti strettissimi previsti dalla normativa e sempre nell’interesse generale. Le pratiche di internazionalizzazione sono legittime e, in molti casi, auspicabili. Questa modalità, però, è sbagliata: selettiva, opaca e politicamente inopportuna, soprattutto quando coinvolge esponenti della maggioranza. Per queste ragioni chiediamo all’amministrazione atti, criteri di selezione, programmi svolti e rendicontazione dettagliata delle spese.
A questo si aggiunge una domanda decisiva: quali ricadute economiche concrete hanno prodotto questi incontri internazionali sul nostro territorio? Che tipo di valore reale stanno portando, fino ad oggi, all’economia locale? Quanti contratti sottoscritti, quanti investimenti attratti, quante imprese del territorio hanno effettivamente beneficiato di queste iniziative? Senza dati verificabili, indicatori di risultato e rendicontazione pubblica, questi incontri restano operazioni di rappresentanza, non politiche di sviluppo economico", termina il gruppo consiliare Partito Democratico Grosseto.