«Più imparzialità, garanzie e fiducia dei cittadini: un passaggio chiave per il giusto processo»
Grosseto: I gruppi Popolari Civici per Grosseto e Udc confermano il proprio sostegno al “Sì” al referendum sulla separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente, ritenendo che esso intervenga su un nodo strutturale del sistema di giustizia italiano.
La proposta referendaria mira a rafforzare il principio costituzionale di imparzialità del giudice (art. 111 Cost.) e a garantire una più chiara distinzione funzionale tra accusa e decisione, in coerenza con il modello accusatorio del processo penale. La separazione delle carriere, infatti, contribuisce a prevenire possibili commistioni tra le funzioni, valorizzando il ruolo terzo e indipendente del giudice e assicurando un equilibrio più trasparente tra le parti nel processo.
Tale orientamento si inserisce nel solco tracciato dalla riforma Cartabia, che ha già avviato un percorso di razionalizzazione delle funzioni e di rafforzamento delle garanzie processuali, riconoscendo la necessità di una maggiore distinzione tra le carriere requirenti e giudicanti. Il referendum rappresenta, in questa prospettiva, un passaggio di completamento e consolidamento di quell’impostazione riformatrice.
Come evidenzia Barbara Chelli (Popolari Civici per Grosseto), «il “Sì” rafforza le garanzie del giusto processo e contribuisce a rendere più chiara la posizione istituzionale delle diverse componenti della magistratura». Secondo Amedeo Gabbrielli (Popolari Civici per Grosseto), «la separazione delle carriere avvicina il nostro ordinamento ai modelli europei comparabili, nei quali la distinzione tra giudici e pubblici ministeri è elemento strutturale del sistema».
Per l’Udc, Camilla Terrosi sottolinea che «un assetto più definito delle funzioni giudiziarie favorisce la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e la certezza del diritto», mentre Gianluigi Ferrara osserva che «la separazione delle carriere non intacca l’autonomia della magistratura, ma ne rafforza l’equilibrio interno e l’indipendenza funzionale».
Alla luce di tali considerazioni, invitiamo i cittadini a partecipare al referendum e a esprimere un voto favorevole al “Sì”, quale contributo a un sistema di giustizia più coerente con i principi costituzionali e con gli standard europei.