Monte Argentario: Con la determina dirigenziale n. 49 del 2 febbraio 2026, adottata in attuazione della delibera di Giunta n. 11 del 29 gennaio 2026, l’Amministrazione comunale approva il progetto esecutivo per la riprofilatura dei litorali del Comune di Monte Argentario, per un importo complessivo di 117.510 euro. Un atto che certifica, ancora una volta, una gestione sbilanciata e selettiva del territorio.
«Il progetto - si legge nella nota di Marco Nieto capogruppo Svolta per l'Argentario - prevede interventi esclusivamente su alcune spiagge di un solo versante del promontorio, escludendo completamente il versante portercolese. Una scelta grave e incomprensibile, soprattutto perché negli atti ufficiali non compare alcuna motivazione tecnica, ambientale o programmatica che giustifichi l’esclusione delle spiagge di Porto Ercole. Non una riga, non un criterio, non una valutazione comparativa. La Giunta decide e non spiega, creando di fatto spiagge di serie A e spiagge di serie B, cittadini tutelati e cittadini ignorati, mentre l’erosione costiera continua a colpire indistintamente tutto il territorio comunale. Questa scelta non è un episodio isolato, ma si inserisce in una linea politica ormai evidente. Lo abbiamo già visto a Porto Santo Stefano, dove in un solo batter d’occhio sono stati spesi circa 5 milioni di euro per l’acquisto di un terreno destinato a parcheggio, un’area in cui da oltre 30 anni non si è mossa una pietra e nella quale nessuno dei proprietari che si sono succeduti in quarant’anni ha mai ritenuto di investire un euro per la valorizzazione. Cinque milioni di euro di risorse pubbliche spesi per comprare un pezzo di terra fermo da decenni, mentre la messa in sicurezza del porto di Porto Ercole, che la stessa Amministrazione ha definito una “priorità”, viene sistematicamente rinviata. Con la beffa finale: si dice che non ci sono risorse oggi, ma che si potrà intervenire domani grazie agli “incassi futuri” delle concessioni portuali. In altre parole, si rimanda tutto a un futuro indefinito, scaricando il problema sulle prossime amministrazioni. Eppure quei 5 milioni di euro avrebbero potuto finanziare un primo stralcio concreto dei lavori di messa in sicurezza del porto di Porto Ercole, affrontando subito una criticità reale, riconosciuta e urgente. Invece si è scelto altro. Questa sì, è una scelta politica. Nel frattempo si continua con interventi tampone, come la riprofilatura stagionale delle spiagge, che non risolvono i problemi strutturali ma servono solo a guadagnare tempo e consenso, senza una vera strategia di difesa della costa e delle infrastrutture portuali. Il messaggio che arriva è chiaro: alcune zone del Comune possono contare su investimenti immediati e milionari, altre devono accontentarsi delle promesse. Questo non è governo equilibrato del territorio, è gestione selettiva delle priorità. E a questo punto il monito non può che essere chiaro e diretto: svegliamoci, cittadini portercolesi. Il letargo è finito. Perché mentre qualcuno decide, spende e programma, Porto Ercole continua ad aspettare. E chi aspetta in silenzio, prima o poi, viene dimenticato».