Ue-Mercosur, a Strasburgo la sfida sul futuro dell’Europa

Tra proteste degli agricoltori e interessi corporativi, l’accordo diventa un banco di prova per autonomia Ue e lotta al carovita

Oggi a Strasburgo sfilano alcuni agricoltori italiani, aderendo alla mobilitazione dei loro colleghi francesi della Fnsea, contro l’accordo Ue coi Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay), firmato nei giorni scorsi in Paraguay (1) e che deve essere approvato dal Parlamento europeo.

Le principali organizzazioni degli agricoltori italiani che vi aderiscono, sono supportate anche da parte del governo italiano, nonostante il nostro Paese abbia votato a favore dell’accordo.

Le motivazioni, talvolta presentate in modo blando - preoccupazione per il cosiddetto made in Italy e la salute dei consumatori - sono sostanzialmente contro qualunque tipo di accordo che in qualche modo scalfigga il loro potere corporativo, non paghi - minoranza imprenditoriale e lavorativa - di fruire già del 30% del complessivo bilancio dell’Unione.

Questo nonostante la Commissione si sia impegnata per un “atto giuridico” che dovrebbe rafforzare le salvaguardie interne in caso di perturbazione ai mercati agricoli dovute a queste importazioni. Gli Stati membri potranno attivare meccanismi di salvaguardia: ad un aumento delle importazioni del 10% o un calo dei prezzi della stessa percentuale. I controlli sul rispetto delle regole fitosanitarie, sui pesticidi o sul benessere animale saranno più approfonditi. Il fondo per le crisi nel settore agricolo - 6,3 miliardi di euro per il periodo 2028-34 secondo la proposta della Commissione - potrà essere usato in caso di perturbazioni dovute a questo accordo.

Sembra proprio che a queste corporazioni di agricoltori non interessi che i consumatori, grazie al Mercosur, avranno diversi prodotti a prezzi molto più bassi e sanitariamente garantiti. Non solo, ma soprattutto ai loro sostenitori politici - soprattutto quelli che hanno responsabilità di governo e che beatificano le iniziative dello stesso governo contro il carovita -... ai loro sostenitori politici sembra non interessare un reale rimedio al carovita (il carrello della spesa è aumentato del 24% negli ultimi cinque anni mentre i salari medi sono cresciuti del 14,7% negli ultimi dieci anni, ben al di sotto della media Ue).

A Strasburgo si decide anche forza ed autonomia economica e politica dell’Ue, di cui abbiamo proprio bisogno per far fronte agli sconsiderati quanto cangianti dazi Usa e alle molto fievoli politiche nazionali per i consumatori.

Vincenzo Donvito Maxia - presidente Aduc