Nei primi nove mesi +5,1% in valore trainato dagli USA, mentre il settore perde 54 aziende e oltre 400 addetti. (Foto cover https://pxhere.com/it/photo/55873)
Firenze: Il settore calzaturiero italiano lancia segnali di progressiva stabilizzazione in un contesto macroeconomico globale ancora incerto. Secondo l’indagine congiunturale condotta dal Centro Studi di Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici, i primi nove mesi del 2025 descrivono un comparto che, pur ancora in territorio negativo (-4,1% i ricavi nel campione di Associati su gennaio-settembre 2024), vede un’importante attenuazione della flessione: il terzo trimestre ha registrato infatti un calo tendenziale del fatturato del -0,9%, un dato sensibilmente migliore rispetto alle pesanti contrazioni sperimentate nella prima metà dell’anno.
A livello regionale, nei primi nove mesi del 2025 in Toscana l’export in valore di calzature e componentistica per calzature mostra una crescita del +5,1% sull’analogo periodo 2024. Le prime 5 destinazioni dell’export toscano, che coprono il 60% del totale, sono: USA (+37,3%), Francia (+3,1%), Cina (-15,1%), Paesi Bassi (-3,5%) e Germania (+2%). Il numero di imprese attive (calzaturifici + produttori di parti) ha subìto a fine settembre, tra industria e artigianato, secondo le elaborazioni del Centro Studi di Confindustria Accessori Moda, un calo di -54 aziende rispetto al consuntivo 2024, accompagnato da un saldo negativo di -403 addetti. Per quanto riguarda le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate da INPS per le imprese toscane della filiera pelle nei primi nove mesi del 2025, si registra un aumento tendenziale del +56,8% rispetto al 2024: sono state autorizzate oltre 9 milioni di ore.
"Sul piano nazionale, il quadro generale attuale resta complesso e non risparmia nemmeno le fasce più alte dell'offerta, ma i dati del terzo trimestre (-0,9% il fatturato sull’analogo periodo 2024) indicano una riduzione della caduta e una prima luce in fondo al tunnel recessivo," - dichiara Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici - "Nonostante l'assenza di miglioramenti significativi negli scenari geopolitici, la capacità delle nostre imprese di presidiare i mercati europei e di intercettare la domanda nelle aree più dinamiche, come il Medio Oriente, è la chiave per affrontare il 2026. Sebbene si rilevino performance aziendali disomogenee, con diverse realtà ancora in sofferenza, la flessione contenuta attesa nel fatturato settoriale nazionale in chiusura d’anno (stimato a 12,8 miliardi di euro, con un -3,1% sul 2024), conferma la resilienza del Made in Italy."