Risultato ottenuto grazie all’azione di Confagricoltura: stop a oneri e costi inutili per le imprese del settore agricolo
Grosseto: Un importante risultato a tutela delle imprese agricole è stato raggiunto grazie all’azione di rappresentanza e di interlocuzione istituzionale portata avanti da Confagricoltura. Con l’approvazione della Legge di Bilancio, è stata infatti introdotta una disposizione che risolve una significativa incongruenza normativa legata al nuovo Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (RENTRI). La normativa previgente prevedeva l’obbligo di iscrizione al RENTRI e il pagamento del contributo annuale anche per soggetti che, ai sensi del D.Lgs. 152/2006, erano già espressamente esclusi dalla compilazione e dalla tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti.
“Una contraddizione - spiega il direttore di Confagricoltura Grosseto, Paolo Rossi (foto cover) - che avrebbe comportato inutili oneri amministrativi e costi aggiuntivi, colpendo in modo particolare il settore agricolo. Grazie all’intervento della nostra confederazione nazionale, il nuovo comma inserito nell’articolo 188-bis del D.Lgs. 152/2006 chiarisce definitivamente il quadro normativo, escludendo dall’obbligo di iscrizione al RENTRI tutti i soggetti richiamati dall’articolo 190, commi 5 e 6.”
Tra questi rientrano:
- gli imprenditori agricoli che producono rifiuti pericolosi con un volume d’affari annuo inferiore a 8.000 euro;
- tutti gli imprenditori agricoli produttori di rifiuti pericolosi che scelgono di adempiere agli obblighi attraverso le modalità alternative semplificate previste dalla normativa.
Le modalità alternative consistono nella conservazione, per tre anni, del formulario di identificazione dei rifiuti o dei documenti sostitutivi e del documento di conferimento rilasciato dal soggetto che effettua la raccolta nell’ambito di circuiti organizzati. “Alla luce delle nuove disposizioni - specifica il direttore Rossi -, restano quindi obbligati all’iscrizione al RENTRI esclusivamente gli imprenditori agricoli che producono rifiuti pericolosi con un volume d’affari annuo superiore a 8.000 euro e che non intendano avvalersi delle modalità semplificate. Si ricorda inoltre che l’ultimo scaglione di soggetti tenuti all’iscrizione, ovvero le imprese con meno di 10 dipendenti, è entrato in vigore il 15 dicembre e dovrà essere completato entro il 13 febbraio 2026, salvo rientro nelle nuove casistiche di esclusione introdotte dalla Legge di Bilancio.”
Le aziende agricole che abbiano già provveduto all’iscrizione al RENTRI potranno ora valutare la cancellazione dal Registro e l’adesione alle deroghe previste. Anche Confagricoltura Grosseto si è già attivata per fornire assistenza alle imprese e comunicherà tempestivamente le modalità operative non appena saranno definite dal Ministero dell’Ambiente. “Questo è un risultato concreto - conclude il direttore di Confagricoltura Grosseto - che conferma il ruolo centrale della nostra associazione nella tutela degli interessi delle imprese agricole e nella semplificazione degli adempimenti normativi, evitando carichi burocratici inutili e sostenendo la competitività del settore.”