Banini e Pasqui: “Ci auguriamo che nell’incontro con il ministro Calederoli siano rivisti i criteri e non si ricorra solo a formule matematiche”
Amiata: Desta più di una preoccupazione il criterio adottato per la riclassificazione dei comuni montani. Anche Cna Grosseto interviene nel dibattito in corso, chiedendo al Governo maggiore attenzione nella revisione dei criteri per definire le aree montane.
"Sono molti i Comuni della provincia di Grosseto che potrebbero essere interessati da questa riforma – dice Saverio Banini, presidente di Cna Grosseto – e anche la nostra associazione condivide la preoccupazione espressa da molti amministratori del territorio. Se il decreto venisse approvato così com’è, infatti, il rischio è quello di penalizzare ancora di più le aree interne, che spesso coincidono con i territori montani. Ci auguriamo che, dall’incontro con il ministro Calderoli, i criteri aritmetici per la classificazione vengano rivisti e Cna si farà parte attiva, anche con la nostra associazione a livello nazionale, per modificare questo decreto".
Pur condividendo la necessità di ridefinire le aree montane per razionalizzare e rendere più efficaci le misure economiche volte al loro sostegno, Cna Grosseto non condivide il metodo, che applica una sorta di formula matematica senza tenere conto delle peculiarità economiche, territoriali e sociali di tali aree.
"È particolarmente assurda – commenta Alessandro Pasqui, presidente del Comitato di zona Amiata di Cna Grosseto – l’esclusione di Castel del Piano, paese il cui nucleo abitativo principale è situato a un’altitudine di 637 metri sul livello del mare, ma che ha realtà economiche e commerciali fino a 1.400 metri, con un territorio che si estende anche oltre. Così come risultano molto discutibili le esclusioni di comuni come Cinigiano, Semproniano e Roccastrada, che con il contesto amiatino condividono un’importante continuità di tipo economico e sociale".
"È sconfortante – prosegue Pasqui – lavorare per la salvaguardia e la promozione imprenditoriale di un luogo, operando per creare reti e sinergie tra realtà comunali differenti, mentre a livello nazionale si stravolgono le regole, creando una disomogeneità di classificazione e, quindi, di norme".
"Nel caso specifico di Castel del Piano, per esempio – prosegue Pasqui – si va a escludere uno dei comuni più abitati dell’anello del Monte Amiata, nel quale è anche presente un ospedale che è punto di riferimento per almeno 12mila cittadini e che verrebbe escluso da ogni tipo di aiuto previsto dalla nuova legge".
A questo si aggiungono decine di imprese presenti sul territorio che rischiano di essere tagliate fuori da tutte le opportunità offerte dalla norma, per il solo motivo di avere un territorio che si estende troppo verso la Maremma "... o che presenta – aggiunge Pasqui – nella sua parte montana, un declivio più 'dolce' rispetto ai comuni limitrofi, situati a un’altitudine simile, quando non inferiore".
"Questa disparità di norme – prosegue Cna – si verifica quando si guarda al territorio con righello e formule algebriche, senza conoscerne la storia, il tessuto economico e le connessioni interne.”
"Per il bene dell’Amiata, delle sue imprese e dell’associazione che rappresento – conclude Pasqui – spero che nell’incontro con il ministero possa prevalere il semplice buon senso e che certi orrori amministrativi possano essere corretti in modo adeguato".