Il Coordinamento Secessione Talamone accusa il Comune di Orbetello di "silenzio e immobilità": frane, protezioni danneggiate e una spiaggia chiusa da 30 anni mettono in pericolo residenti e turismo.
Talamone: Il Coordinamento Secessione Talamone, facendosi portavoce delle istanze degli operatori locali e dei cittadini, accende i riflettori sulla situazione sempre più critica delle spiagge della baia, un patrimonio naturale e un volano fondamentale per l’economia turistica del territorio. Da troppo tempo, le tre spiagge di Talamone versano in condizioni inaccettabili. La spiaggia del Cannone è parzialmente interdetta dallo scorso inverno a causa di una frana ancora ferma a pochi metri dalla battigia. La spiaggia del Bagno delle Donne presenta una protezione danneggiata, con gravi rischi per la discesa a mare e potenziali ripercussioni sulla sicurezza di residenti e turisti. La spiaggia del Bagno degli Uomini resta chiusa da oltre 30 anni e, su quel fronte della baia, peraltro, anche la disseca al “Leone” è interrotta: una vicenda paradossale che non ha eguali in Toscana e che nessuna amministrazione ha mai realmente affrontato.
«Questa situazione – dichiara il Coordinamento Secessione Talamone – rappresenta un pericolo evidente per i cittadini, per i villeggianti e genera incertezza per le attività turistiche in vista della stagione estiva 2026. Non manca molto tempo: ogni giorno che passa aumenta il rischio di un altro anno segnato da disagi, limitazioni e perdita di presenze turistiche». Per il Coordinamento, la responsabilità politica e amministrativa è chiara: il Comune di Orbetello, che in più occasioni ha rimbalzato competenze e responsabilità alla Regione Toscana, non può più tacere né rimanere immobile.
«Da troppo tempo – afferma il Coordinamento Secessione Talamone – assistiamo a un comportamento istituzionale non attivo e che non ha prodotto alcun risultato. Le spiagge continuano a degradarsi e la comunità talamonese paga un prezzo altissimo in termini di sicurezza, immagine e opportunità economiche. Serve un piano immediato di intervento, serve dire ai cittadini la verità: chi deve fare cosa, con quali tempi e con quali risorse». Il Coordinamento annuncia che, nelle prossime settimane, saranno avviate ulteriori iniziative pubbliche di sensibilizzazione e mobilitazione, «perché Talamone non può più essere trattata come una periferia dimenticata. La cura del territorio non è negoziabile e la stagione 2026 non può essere affrontata con rattoppi dell’ultimo minuto».
